Si moltiplicano le proteste per l’ “Internet lento” a colpi di petizioni, articoli di giornale, e puntuali quanto inevitabili inziative per “ottenere risarcimenti” che accusano operatori e internet provider di non fornire “abbastanza banda” in tempi di crisi e dunque di “rallentare lo smart-working”.
Le cose, evidentemente, non stanno in questi termini perchè, innanzi tutto, bisogna distinguere la rete (cioè l’infrastruttura di trasporto) dalle piattaforme (cioè dai servizi fruibili da remoto) o – in altri termini – l’accesso, dai “siti”. Se la rete “va veloce” ma i “siti” sono lenti perchè non riescono a gestire tutte le richieste di accesso, il problema è evidentemente dei secondi e non dei primi. Leggi tutto “COVID-19: per l’ “internet lento” gli utenti facciano la loro parte”
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Questo articolo de Il Fatto Quotidiano