Ierti sera, su una primaria rete televisiva nazionale, è andato in onda uno spot che magnificava le capacità di guida (parcheggio, nel caso di specie) autonoma di una vettura.
Non ricordo la marca – il che dovrebbe dire molto sulla (in)efficacia di quella pubblicità – ma ricordo benissimo lo script: un tizio si cambia in macchina mentre quella parcheggia da sola, sotto gli occhi di una donna che guarda la scena (ma non si capisce quale) fra l’ammirato e l’incuriosito.
Banalità della sexploitation a parte, c’è un grave errore di fondo nel messaggio veicolato da questa pubblicità, e cioè che mentre la macchina sta funzionando si può fare altro, distraendosi dal controllo del mezzo. Leggi tutto “Pericoloso (e sbagliato) messaggio nello spot sul parcheggio autonomo”
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oria degli hacker italiani e della “via” italiana allo hacking e che, ancora oggi, è l’unica “osservazione partecipante, l’unica indagine sul campo, su quello che si chiamava “underground telematico”.
Vent’anni fa, di questi tempi, arrivava in libreria