Per la prima volta, un uomo ha ricevuto una terapia basata su editing genetico. Così titola The Scientist commentando la notizia per la quale a una persona (le cui generalità appaiono nell’articolo) è stata praticata una operazione di modifica del codice genetico per cercare di guarire la Sindrome di Hunter, una malattia rara e costosa da curare.
E’ presto per sapere se la terapia ha avuto effetto, ma finalmente l’editing genetico ha fatto un passo avanti e gli scienziati hanno cominciato ad applicarlo agli esseri umani.
Ora, è ragionevole aspettarsi che nel giro di (relativamente) poco tempo molte malattie genetiche potranno essere finalmente curate.
E questo accadrà nonostante il GDPR – o, meglio – nonostante la cieca follia di una sua interpretazione burocratica e pedante che, in nome della tutela dei diritti fondamentali, ostacola la ricerca scientifica e impedisce la protezione del diritto cardine al quale tutti noi “abbiamo diritto”: quello alla vita.
Possibly Related Posts:
- Il caso Revolut e l’inutile cybersecurity di carta
- Isar Aerospace, Spectrum lancia la sfida per il controllo delle orbite basse
- Luca Tosto: “Nell’industria bisogna investire cinque anni prima che il mercato arrivi”
- Autistici/Inventati: il mondo scopre in ritardo che l’hacktivism non è un pranzo di gala
- Cybercrime, la nuova dottrina Usa tra privati, intelligence e difesa
