di Andrea Monti – Copyright – Networking – IDG Communications Italia (15 giugno 2000)
L’internet italiana è ancora ad uno stato embrionale e quindi anche la sua “versione commerciale” è tutta da costruire. Ciò non toglie che più di un operatore cominci a pensare seriamente di fare business online non solo nella prospettiva di vendere e comprare ma anche in quella, più ampia, della gestione di “transazioni”. Si, perché la rete non è soltanto “commercio”, ma anche utile strumento per altre forme di attività d’impresa, come il business to business. Il che implica, ovviamente, che le problematiche giuridiche sono molto più ampie e complesse dei soliti luoghi comuni sulle misteriose intercettazioni di numeri di carte di credito, o su fantomatici criminali che, si dice, frequentino la rete. Leggi tutto “Fare affari in rete. Quali regole?”
Possibly Related Posts:
- Perché lo stop degli Usa ai robot cinesi riguarda anche l’Europa
- L’open source è comunista? Chi, ma soprattutto perché, ha paura dell’IA “aperta”
- La sentenza della Corte UE su Youtube. Niente di nuovo sotto il sole, ma c’è un problema
- Non fascismo, ma nichilismo. Cosa racconta davvero Citizen Vigilante
- Sanzioni UE, libertà online e sovranità penale
