La fine del 2016 e il 2017 sono (stati) qualificati come l’era della post-verità (cioè del fatto che qualsiasi fesseria venga scritta online, c’è sempre qualcuno che ci crede), con la croce per la “scomparsa del vero” buttata sulle spalle di Facebook e dell’industria delle telecomunicazioni. Il che si è tradotto nell’annuncio da parte dei politici italiani di un “giro di vite” sugli over-the-top (Facebook, appunto, ma anche Google, Twitter ecc.) invece che sugli untori digitali (la banda di ignoranti e analfabeti che scambiano il diritto alla libertà di parola per quello di parole in libertà e si sentono “legittimati” a scrivere qualsiasi bestialità).
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