Da sempre Big Tech —come qualsiasi altro comparto industriale— promuove interlocuzioni istituzionali a vario livello per rappresentare ai legislatori le proprie istanze e intervenire su provvedimenti che mettono in pericolo i propri interessi. Consulenti di “relazioni istituzionali” —i lobbisti, in altri termini— passano il tempo a raccogliere informazioni su quanto accade nei palazzi del potere e, dall’altro lato, mettono a disposizione documenti, analisi tecniche e dati statistici che spesso i decisori non hanno i mezzi o le possibilità di ottenere, oppure sostengono eventi pubblici organizzati da soggetti istituzionali come forma di “civil engagement” e “social responsibility”. Da qualche tempo, però, l’attività di condizionamento delle scelte politiche ha iniziato ad estendersi anche all’interazione con la società civile —attivisti e associazioni per la difesa dei “diritti digitali”— e poi, da ultimo, direttamente alle persone o meglio, alla percezione che le persone hanno del concetto di diritto di Andrea Monti – Inizialmente pubblicato su Strategikon – Italian Tech La Repubblica Leggi tutto “Il senso di Apple per la privacy”
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