Il rinvio della costituzione dell’Istituto italiano di cybersicurezza e i limiti operativi emersi dall’applicazione pratica del decreto legislativo 65/18 e della normativa sul perimetro cibernetico evidenziano la necessità di ripensare l’architettura del sistema intelligence italiana. L’opinione di Andrea Monti, professore incaricato di diritto dell’ordine e sicurezza pubblica all’Università di Chieti-Pescara – Originariamente pubblicato da Formiche.net
L’intelligence italiana sta attraversando un periodo di profondo rinnovamento che la sta trasformando da struttura informativa “pura”, incaricata essenzialmente di svolgere un ruolo passivo nella raccolta e condivisione di informazioni con gli altri apparati dello Stato, a soggetto attivo nella tutela degli interessi nazionali. Questa scelta politica porterà le nostre strutture informative a giocare sugli stessi campi nei quali operano quelle delle grandi potenze, e dai quali oggi l’Italia è esclusa. Leggi tutto “Il rinnovamento dell’intelligence ha bisogno di coerenza normativa”
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