Eccezioni a parte, è evidente che, almeno in questa fase, il COVID-19 aggredisce per la maggior parte persone in età avanzata in una situazione di “plurimorbidità” – tradotto dal politically correct in Italiano: vecchi malati. Vecchi, malati e la cui condizione generale di salute è gestita con pillole e intrugli di vario tipo, ma senza un’attenzione al ruolo fondamentale rivestito da un minimo di attività motoria, per mantenere la “macchina-corpo” in efficienza.
Non sono certo un medico, ma gli anni trascorsi a insegnare nel corso di laurea in Scienze delle attività motorie, all’Università di Chieti-Pescara e quelli – molti di più – da allenatore di atletica leggera mi hanno dato abbastanza elementi per costruire un’idea non del tutto campata per aria (e non particolarmente originale, peraltro): la conservazione dell’efficienza fisica consente di reagire meglio a condizioni patologiche anche importanti. Leggi tutto “COVID-19: chi sono i “soggetti deboli”?”
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Questo articolo de Il Fatto Quotidiano