Come a tanti, anche a me capita spesso di parlare del COVID-19 e dei suoi impatti in vari ambiti. Per abitudine accademica e professionale, cerco di farlo applicando tre criteri: parlare di cose delle quali ho conoscenza diretta, chiedere spiegazioni (spiegazioni, non “chiarimenti”), quando devo trarre delle conclusioni di mia competenza che richiedono conoscenze extragiuridiche, evitare di parlare su temi al di fuori del mio ambito di conoscenza.
Questo atteggiamento, proprio delle persone abituate a ragionare su base logica, è meno diffuso di quanto si possa pensare e non (solo) per ignoranza, ma per una forma di arroganza intellettuale in nome della quale il fatto di avere competenze in un ambito autoattribuisce titolo e autorità per “parlare d’altro”. Leggi tutto “COVID-19: fake-news e arroganza individuale”
Possibly Related Posts:
- L’India blocca Telegram e socializza il costo della prevenzione
- Perché la partita dell’IA fra Usa e Cina si gioca sulla dipendenza tecnologica
- Anthropic, Google e la responsabilità per l’uso dell’IA
- Temu, il DSA e la regolazione europea come strumento geopolitico
- Perché ignorare i progressi industriali dei chip cinesi è pericoloso per la UE

Questo articolo de Il Fatto Quotidiano