Prevenzione e repressione dei reati informatici contro la UE: il problema è chiaro, la soluzione un po’ meno

Il 17 maggio 2019 il Consiglio dell’Unione Europea ha stabilito un “quadro” – così si legge nella traduzione italiana del comunicato – che

consente all’UE di imporre misure restrittive mirate volte a scoraggiare e contrastare gli attacchi informatici che costituiscono una minaccia esternaper l’UE o i suoi Stati membri, compresi gli attacchi informatici nei confronti di Stati terzi o organizzazioni internazionali qualora le misure restrittive siano ritenute necessarie per conseguire gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune (PESC).

In pratica, questo si traduce in una serie di sanzioni – incluso il divieto di ingresso nella UE – da applicare a chi attacca da altri Paesi le risorse informatiche localizzate nell’Unione. Continue reading “Prevenzione e repressione dei reati informatici contro la UE: il problema è chiaro, la soluzione un po’ meno”

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Tassonomia dell’hypocritical correct

Piccolo elenco delle ipocrisie che circolano a vario livello spacciate come “difesa dei diritti umani”:

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Apple, il riconoscimento facciale e il diritto di difesa (extra: qualche spunto sul GDPR)

La notizia sta prendendo slancio: Osumane Bah, studente accusato di furti ripetuti in Apple store situati in diverse città degli Stati Uniti, ha intentato una causa contro l’azienda di Cupertino per ottenere un risarcimento di un miliardo di dollari per essere stato erroneamente identificato da Apple come l’autore di questi crimini. La prova decisiva che porta al suo coinvolgimento nelle indagini, questa è la base dell’azione di Bah, è che è stato erroneamente identificato da un sistema di riconoscimento facciale gestito da Apple o da una società di sicurezza assunta per fare questo lavoro. Continue reading “Apple, il riconoscimento facciale e il diritto di difesa (extra: qualche spunto sul GDPR)”

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Fotografare operatori di polizia durante gli interventi

La possibilità di fotografare persone in luoghi pubblici è uno degli argomenti più caratterizzati dalle opinioni personali piuttosto che da una precisa conoscenza di normativa e giurisprudenza. Dunque, si leggono opinioni (anche autorevoli) secondo le quali sarebbe vietato in senso assoluto fotografare o videoriprendere in luoghi pubblici perchè sarebbe “contro la privacy”. Continue reading “Fotografare operatori di polizia durante gli interventi”

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Protecting Personal Information

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Dai Garanti tedeschi istruzioni inutili su GDPR e ricerca medico-scientifica

Il Datenschutzkonference, l’organismo che raggruppa i garanti dei dati personali tedeschi ha pubblicato un documento sul raporto fra il Considerando 33 del GDPR e la sua applicazione alla ricerca scientifica. E come spesso accade quando ci si confronta con questo tema, i risultati sono inutili, incoerenti e inapplicabili.  Un’analisi più dettagliata consentirà di capire la ragione di un giudizio così netto su questo documento.

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That’s None of Your Business, ovvero: la privacy secondo Apple

That’s none of your business, “non sono fatti tuoi” questa è la concezione piuttosto rozza che Apple ha scelto per una campagna pubblicitaria dell’iPhone. Il video è tutto impostato sul concetto di “statemi alla larga” e ritrae segni di divieto d’accesso, distruggidocumenti e – alla fine – un lucchetto che si trasforma nella mela morsicata, marchio dell’azienda.

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There ain’t no such thing as a Russiagate

All’epoca dei fatti Linkedin e i media generalisti furono inondati da commenti su quella che era solo un’ipotesi (il coinvolgimento della Russia nel condizionare il risultato delle elezioni americane), con la pletora di implicazioni su eserciti di troll comandati a bacchetta – pardon, a tastiera – per manipolare le coscienze ecc. ecc. Tutto finto, ma i danni provocati da quella notizia sono piu’ che reali.

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Il marketing spregiudicato e irresponsabile della “privacy”

Sui media statunitensi ogni tanto escono articoli – puntualmente ripresi in modo più o meno pedissequo da quelli italiani – sullo “scandalo” dettato dai tentativi delle forze di polizia di ottenere accesso agli iPhone, senza spiegare il perchè a un legittimo potere dello Stato che opera all’interno della legge dovrebbe essere impedito di ottenere le informazioni contenute in uno smartphone.

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La sentenza di condanna sul caso Stamina non risolve il problema di fondo: non è un giudice che puo’ distinguere la scienza dalla superstizione

Un anno e mezzo di reclusione e venticinquemila Euro di multa, questa la pena richiesta dal Procuratore generale di Torino per quattro medici nel processo di appello del caso Stamina. Non conoscendo gli atti del processo non posso dire se sia una richiesta fondata o esagerata (per eccesso o difetto). Fatto sta che se venisse confermata sarà certamente sospesa o scontata in modo diverso dalla reclusione. Ma non è questo il punto.

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Una sentenza della Cassazione sulla diffusione di dati sensibili da parte della PA

Con una difesa tecnicamente  non robustissima, la Provincia di Foggia aveva impugnato un provvedimento  emanato dal Garante per i dati personali che aveva sanzionato l’ente per avere diffuso dati relativi allo stato di salute di un dipendente, ritenendo di essere autorizzati ex lege in nome della trasparenza amministrativa.

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La titolarità del trattamento nel caso Rousseau

In questa dichiarazione il vicepresidente del Consiglio parla di Rousseau come di un software del Movimento5Stelle (dice “un software che non abbiamo più”).  Al di la, dunque, dell’apparenza formale, se ne dedurrebbe che non l’Associazione Rousseau ma il Movimento5Stelle sia il “proprietario” della piattaforma – che peraltro è una personalizzazione di MovableType, se non ricordo male – e dunque pure titolare del trattamento.

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Ancora su Rousseau e la sanzione del Garante dei dati personali

Il commento che ho pubblicato alla sanzione irrogata dal Garante dei dati personali all’Associazione Rousseau impone qualche ulteriore approfondimento rispetto al tema dei limiti ai poteri delle autorità indipendenti e – nel caso di specie – a quelli del Garante dei dati personali.

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Su Rousseau il Garante ha sbagliato prospettiva (e forse competenza)

Il Garante dei dati personali ha sanzionato l’Associazione Rousseau, che detiene i diritti sull’omonima piattaforma utilizzata dal Movimento5Stelle per gestire con “democrazia diretta” la vita politica del Movimento stesso. La sanzione ha riguardato non un fatto concreto, ma la ipotizzata – secondo il Garante – manipolabilità del voto espresso tramite questo strumento per via del “superpotere” riservato agli amministratori di sistema e alla mancata adozione di altri adempimenti di sicurezza. Il problema (serio) di Rousseau, tuttavia, non è quello di cui si è preoccupato il Garante dei dati personali ma quello della tutela dell’indipendenza e della libertà del Parlamento, e dunque di ordine pubblico (materia sottratta alle competenze del Garante).

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Repubblica.it e la (cattiva) divulgazione scientifica (oggi si parla di genetica)

Da Repubblica.it, a firma di Elena Dusi

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Google, la direttiva copyright e l’ipocrisia della “informazione professionale”

Una parte della “vulgata” sulla nuova direttiva copyright racconta che Google e – in generale – i servizi di aggregazione delle notizie sono pericolosi per la libertà perché consentono di alterare ciò che viene comunicato agli utenti, orientandone surrettiziamente le opinioni.

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I limiti ai poteri del Garante dei dati personali

C’è una tendenza risalente e diffusa secondo la quale il Garante dei dati personali e la normativa che l’ufficio è chiamato ad applicare siano sostanzialmente “supercostituzionali” e senza limiti.

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I robot e la prevalenza della forma sulla sostanza (o dell’apparenza sulla realtà)

Guardando un aspirapolvere automatico non viene proprio in mente di considerarlo un “qualcuno” con il quale parlare o al quale “attribuire dei diritti”.

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La storia siamo noi e non quella raccontata dai libri, nonostante il GDPR

La storia, quella con la “s” maiuscola non esiste. Non esista una “signora Storia”, ontologica e oggettiva, che ci dice cosa e perchè sia accaduto nel passato.

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Il diritto di accesso del GDPR non è giustificato dalla “mera curiosità”

Un “obiter dictum” della Corte costituzionale, nella sentenza 20/2019 che limita l’obbligo di pubblicazione dei redditi dei dirigenti della PA, è che la pubblicazione indiscriminata di queste informazioni darebbe adito a ricerche basate sulla “mera curiosità”.

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Tassonomia del convegno, ovvero: della distillazione della conoscenza

Un ricercatore ha un’idea. Ne parla con dei colleghi, cominciano a riflettere insieme e la presentano in un evento “cantinaro”.

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Facciamo ordine sulla “responsabilità” nella guida autonoma

Sintesi: se proprio si vuole normare il settore della guida automatica si farebbe meglio a stabilire – finalmente – la responsabilità anche penale di chi produce software e mettere fine a quelle vergognose clausole delle licenze d’uso che dicono che “il software è as is, e non idoneo a utilizzi in ambiti critici”.

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La memoria corta dei titolari del trattamento

Sfugge ai più (“esperti” e “guru” compresi) che il titolare del trattamento, prima di stipulare un contratto con un responsabile deve essere pienamente conforme al GDPR.

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La deriva economicistica della protezione dei dati personali

Un articolo pubblicato da The Economist si inserisce autorevolmente nel filone di chi sostiene la “monetarizzazione” dei dati personali ripetendo mantra immaginifici (ma rozzamente vuoti) come “i dati sono il nuovo oro” oppure “i dati sono il nuovo petrolio”.

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Il “contropatto” di Cavicchi. Sul Fatto Quotidiano ancora confusione fra Scienza e politica

Dopo l’articolo metodologicamente discutibile di Luca Fazzi, professore ordinario di sociologia nell’università di Trento, Il Fatto Quotidiano ne pubblica un’altro a firma di Ivan Cavicchi, anche lui professore di sociologia ma all’università di Tor Vergata, e portatore dello stesso errore concettuale che affligge lo scritto del suo collega: confondere il piano della Conoscenza con quello della mediazione politica fra valori di diverso peso specifico, inclusa la superstizione e la pretesa, che ricorda quella del miglior Lysenko, di piegare alla “ragione” i risultati fattuali della ricerca.

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La Scienza non è democratica, medicina compresa

Sostiene Luca Fazzi, professore ordinario di sociologia dell’università di Trento che la scienza è democratica e sulla base di questo assunto deduce che

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Non serve il GDPR per punire fotografi che violano la dignità personale

La sentenza 372/2019 della Corte di cassazione ribadisce l’orientamento consolidato secondo il quale non costituisce violazione dell’art. 615bis del Codice penale (interferenze illecite nella vita privata) fotografare qualcuno all’interno di casa se il soggetto lascia aperte le finestre. Nel caso specifico, l’imputato – comunque condannato per altri reati – aveva fotografato, sfruttando una finestra priva di tende, una vicina di casa non vestita.

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Una domanda scomoda a Repubblica, Der Spiegel e Wikileaks

Non è la prima volta che Repubblica dispone “in esclusiva” di informazioni provenienti da Wikileaks e che abbia, ovviamente, il diritto se non il dovere di pubblicarle.

E’ una regola sacra dell’informazione, infatti, che quando un’informazione diventa disponibile, non importa da dove arriva. Puo’ essere pubblicata.

Guardiamo la cosa da un altro angolo. Continue reading “Una domanda scomoda a Repubblica, Der Spiegel e Wikileaks”

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Il mistero dell’Ipercubo ovvero la dittatura dell’ignoranza

Parlando di Scienza con dei ragazzi di terza media è venuto fuori l’argomento degli spazi geometrici multidimensionali e dei politopi.

Ne ho una conoscenza molto basilare – e annego nella matematica che li descrive – ma hanno una caratteristica interessante in senso generale: sono praticamente impossibili da descrivere compiutamente senza il ricorso a un linguaggio formalizzato non naturale. Continue reading “Il mistero dell’Ipercubo ovvero la dittatura dell’ignoranza”

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Non esiste la “privacy” al contrario

La vicenda della giornalista del Washington Post che non vuole più ricevere pubblicità di prodotti per bambini a seguito della scomparsa del suo è veramente paradossale. Continue reading “Non esiste la “privacy” al contrario”

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Modificato il codice genetico di due embrioni per proteggerli dall’AIDS

La ricerca di cui parla questo articolo di The Japan Times dimostra quanto GDPR e normative varie siano strumenti inutili e inefficienti per confrontarsi con temi come la modifica del codice genetico umano per rendere una persona immune alle malattie (HIV, nel caso di specie). Continue reading “Modificato il codice genetico di due embrioni per proteggerli dall’AIDS”

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Cosa non è l’intelligenza artificiale

Riflettendo su Linkedin con il prof. Alessandro Cortesi a proposito di unarticolo divulgativo sulla “intelligenza artificiale” è emerso uno degli errori logici che caratterizzano sistematicamente la retorica degli “esperti” di settore: il post hoc, ergo propter hocContinue reading “Cosa non è l’intelligenza artificiale”

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Intelligence in Paesi stranieri, rischio accademico e responsabilità delle istituzioni

La notizia della condanna all’ergastolo per spionaggio di un ricercatore della britannica Durham University pronunciata da un tribunale degli Emirati Arabi ripropone il tema del “rischio accademico” e dell’utilizzo di istituzioni pubbliche o attività imprenditoriali e professionali come “copertura” per attività di intelligence diretta o indiretta. Continue reading “Intelligence in Paesi stranieri, rischio accademico e responsabilità delle istituzioni”

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Pubblica sicurezza e lupi solitari. Fino a quando funzionerà il sistema attuale?

Il Fatto Quotidiano, come peraltro tutti i giornali, riporta la notizia dell’arresto di un sospetto terrorista.

Evidentemente, in questo caso il “sistema di prevenzione” ha funzionato, e ha funzionato bene, ma rimane il fatto che ci sono voluti giorni di pedinamenti, impegno delle strutture di pubblica sicurezza e l’impiego dei NOCS della Polizia di Stato per arrestare un solo sospetto terrorista. Continue reading “Pubblica sicurezza e lupi solitari. Fino a quando funzionerà il sistema attuale?”

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Superiorità (tecnologica) relativa…

Un concetto molto importante nella tattica delle azioni asimmetriche e’ quello di “superiorità relativa”.

In un conflito frontale l’esercito più numeroso è intrinsecamente avvantaggiato, ma riuscendo a trasformare la battaglia in “microconflitti” e’ possibile che in determinate (e limitate) circostanze di tempo l’esercito meno numeroso si trovi in condizioni di superiorità relativa, appunto. Continue reading “Superiorità (tecnologica) relativa…”

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Direttiva copyright, dominio del mondo e sacrificio dei diritti…

Non mi convince la logica per la quale in nome del contrasto a tutti i costi delle multinazionali americane e del loro potere sull’Europa ci si deve turare il naso e accettare una direttiva liberticida come quella sul copyright. Continue reading “Direttiva copyright, dominio del mondo e sacrificio dei diritti…”

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Apple Watch, Repubblica.it e il “giornalismo di qualità”

In un imbarazzante cripto redazionale, Repubblica.it magnifica le qualità dell’ultima iterazione dell’Apple Watch in modo impreciso e eccessivamente promozionale. Continue reading “Apple Watch, Repubblica.it e il “giornalismo di qualità””

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Hulk e il Sumo…

In questa scena di The Avengers, prima di scagliarsi contro Loki, Hulk picchia i pugni per terra come si usa nei combattimenti di Sumo, per far partire l’incontro. Continue reading “Hulk e il Sumo…”

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Canon EOS R, Repubblica.it e il giornalismo di qualità

Articolo di informazione o “cripto redazionale”?

Con toni entusiastici Repubblica.it parla del nuovo sistema mirrorless di Canon, magnificandone caratteristiche e prestazioni.

L’articolo è un insieme raccogliticcio di dichiarazioni di rapressentanti di Canon e di specifiche da manuale di istruzioni, ma è privo di qualsiasi approfondimento critico. Continue reading “Canon EOS R, Repubblica.it e il giornalismo di qualità”

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La donna vitruviana e la censura quacchera di Facebook

La censura quacchera e ipocrita imposta da Facebook e denunciata da Marco Cappato non è nè la prima nè l’ultima. E’ un fatto grave perché l’oscuro moderatore che ha bloccato la pubblicazione del disegno “La donna vitruviana” forse nemmeno ha idea di cosa rappresenti. Quello che basta, evidentemente, è che l’immagine possa essere considerata intrinsecamente inappropriata. Continue reading “La donna vitruviana e la censura quacchera di Facebook”

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Suspiria e i contenuti osceni online …

Continua il processo di beatificazione di Susipiria, il remake dell’omonimo film di Dario Argento. E’ un film terrificante, che la stampa ha dipinto, esaltandone i contenuti, come un capolavoro.

Continue reading “Suspiria e i contenuti osceni online …”

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I vigilantes sono pericolosi, a prescindere dagli strumenti che usano…

Celebrata dalla stampa l’azione di “hackback” compiuta da una società italiana contro la botnet di un gruppo criminale, con il giornalista che applaude all’iniziativa.

Cosa avrebbe scritto il giornale in questione (Repubblica.it) se invece di avere “bucato” una rete, dei soggetti avessero preso mazze, bastoni e tirapugni e fossero andati in qualche zona periferiche ad arrestare spacciatori di droga e altri criminali?

Avremmo – giustamente – tutti gridato allo scandalo e allo squadrismo, invocando pene esemplari. Continue reading “I vigilantes sono pericolosi, a prescindere dagli strumenti che usano…”

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Alex Jones e il diritto di sostenere l’insostenibile…

Alex Jones è un cospirazionista che, recentemente, è stato bandito da Apple, Google Facebook per le (totalmente infondate) teorie che sostiene. La scelta delle aziende, basata sui “terms&conditions” e non su un ordine di un giudice è preoccupante e pericolosa. Continue reading “Alex Jones e il diritto di sostenere l’insostenibile…”

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La legittimità dell’appropriazione culturale

Durante un recente viaggio in Giappone sono stato molto infastidito da una pubblicità esposta in metropolitana che mostrava il “vero cappucino” venduto da una catena americana (non era Starbucks). Continue reading “La legittimità dell’appropriazione culturale”

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I troll finto russi, il Garante dei dati personali e il TG5

Qualche minuto fa il TG5 ha dato la notizia – fonte Procura di Roma – secondo la quale il primo account usato per i tweet della campagna contro il Presidente della Repubblica era stato attivato a Milano e che – come gli altri – non e’ collegato al Russiagate. Continue reading “I troll finto russi, il Garante dei dati personali e il TG5”

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Ancora sulla questione dei finti profili dei Russi brutti e cattivi che minacciano la stabilità politica italiana

Se i numeri pubblicati da Repubblica sono veri, stiamo parlando del nulla..
I follower italiani di queste “poderose macchine da disinformazione” erano poche centinaia, e sono stati “esposti” a un migliaio di messaggi che riguardavano Renzi e il PD. Continue reading “Ancora sulla questione dei finti profili dei Russi brutti e cattivi che minacciano la stabilità politica italiana”

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Le esternazioni del Garante dei dati personali sulla Russia

Un lancio ANSA riporta una dichiarazione del Garante dei dati personali secondo siti russi colpiscono UE ma i governi sono lenti. Un soggetto istituzionale dovrebbe stare attento a lanciare accuse nei confronti di uno Stato sovrano. Continue reading “Le esternazioni del Garante dei dati personali sulla Russia”

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La Biblioteca del DPO – Parkinson’s Law

In questa pagina raccolgo i “consigli di lettura” per gli aspiranti DPO che ho pubblicato su Linkedin – Parkinson’s Law
Continue reading “La Biblioteca del DPO – Parkinson’s Law”

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Una Cassazione in materia di rifiuti mette fuori legge il trashing?

Uno dei modi utilizzati per acquisire informazioni su un bersaglio (password, configurazioni, utenze e via discorrendo) è il “trashing” cioè il frugare nella spazzatura prodotta da uffici e istituzioni. Continue reading “Una Cassazione in materia di rifiuti mette fuori legge il trashing?”

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Quelli che il GDPR…

Quelli che  il GDPR è il titolo di una “minirubrica” autogestita che pubblico su Linkedin nella quale raccolgo le curiosità (e le bestialità) nelle quali mi imbatto occupandomi di GDPR. Di seguito, i primi “numeri” (e non solo nel senso di “elenco progressivo delle pubblicazioni)… Continue reading “Quelli che il GDPR…”

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