L’autodifesa del Leviatano funziona sempre allo stesso modo, a prescindere dal colore della livrea

L’ordine pubblico – cioè l’insieme delle condizioni che garantiscono la sopravvivenza del Potere – si gestisce solo in un modo: rimettendo i buoi nelle stalle. O, meglio, impedendo che i buoi possano comunicare fra loro e organizzare uno stampede grazie all’aiuto di “pastori privati”.

Facile scagliarsi contro Apple e Facebook quando “adempiono” alle richieste di governi “che violano i diritti umani”. Ma ora che gli stessi metodi – blocco da parte del gestore di una piattaforma della disponibilità di software utilizzati dagli attivisti – sono stati utilizzati dalla civilissima Spagna, qualcuno sanzionerà Microsoft per avere preso le parti di un governo legittimo contro i comportamenti dei “facinorosi protestatori”? Continue reading “L’autodifesa del Leviatano funziona sempre allo stesso modo, a prescindere dal colore della livrea”

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La privacy del pollice

Questo articolo de Il Fatto Quotidiano  è illustrato da una foto che ritrae un poliziotto della squadra mobile di Roma e un arrestato la cui immagine è sfocata. Non, come si potrebbe pensare senza vederla, sul viso che pure ha un’espressione ammiccante verso il fotografo, ma sulla mano che è atteggiata nella posa (il pollice alzato) universalmente diventata sinonimo di “mi piace”.

 

L’espressione del soggetto arrestato è inquietante perchè non è diversa da quella di una star che attraversa il red carpet di un festival cinematografico o di un campione sportivo che celebra una vittoria. E rinforza la percezione sbagliata – ulteriormente distorta da serie televisive – come Narcos e Gomorra – che ci sia un’estetica del male in nome della quale, commettendo gesti atroci, si può diventare famosi. Continue reading “La privacy del pollice”

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Segre, Luna e la differenza fra “curare” e “punire”

Riccardo Luna su Repubblica si associa al coro dei critici della proposta di imporre la carta di identità per accedere a piattaorme di social networking bollandola come “sensa senso” e invocando l’anonimato per proteggersi dai “regimi oppressivi”.

E’ la solita, ultraventennale, semplificazione sull’arogomento, già vecchia agli albori della rete, e  ampiamente superata dal concetto di “anonimato protetto” teorizzato anche da Stefano Rodotà – non certo in odore di “tirannia” – e che è il compromesso accettabile fra tutela della privacy e responsabilità giuridica.

E’ sicuramente sbagliato chiedere la carta di identità perchè ci sono sistemi più efficienti per riconoscere un soggetto – come lo SPID – per esempio, ma il principio rimane: e non lo stabilisce il politico di turno, ma l’art. 27 comma I della Costituzione: la responsabilità penale è personale.

Dopodichè, anche  Luna condivide la richiesta avanzata dalla senatrice Segre di “TSO per gli hater”. Non usano espressamente la parola “trattamento sanitario obbligatorio” nè il suo acronimo, ma ricorrono a un termine ancora più violento: “curare”. Continue reading “Segre, Luna e la differenza fra “curare” e “punire””

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No, chi sostiene idee diverse, per quanto rivoltanti, non va “curato” ma combattuto con idee sane

Titola Repubblica.it : “Minacce social a Liliana Segre, indaga la procura di Milano. La senatrice: “Gli odiatori vanno curati”

Continue reading “No, chi sostiene idee diverse, per quanto rivoltanti, non va “curato” ma combattuto con idee sane”

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Un post poco interessante, o un atto di censura automatizzata?

Questo post su Linkedin:

“coglione” si può di e scrivere perchè fa parte del linguaggio della politica. Dal fronte dem la reazione del segretario Nicola Zingaretti alle parole di Di Maio e a quelle di Renzi è dura: “Non fa solo effetto, fa male, noi saremo molto responsabili e diciamo agli alleati che si può andare avanti ma nessuno ricominci a mettere bandierine su identità, perché gli italiani sono stanchi e non sono dei coglioni. Bisogna mantenere le parole sennò si arrabbiano e ci sarà una rivolta”. Dopo Silvio Berlusconi, anche Nicola Zingaretti utilizza, come elegante metafora, la parola “coglione” per definire, quello che “non sono” gli Italiani. Sembrano passati secoli da quando il linguaggio pubblico di Vittorio Sgarbi era stigmatizzato come volgare e inaccettabile. Che coglioni che eravamo…

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Skinner, la pubblicità e l’algoritmo

Questo articolo di Wired.it  perpetua il presupposto (sbagliato) sul quale si basa la profezia millenaristica autoavverante dei nostri tempi: un “algoritmo” capace di qualsiasi cosa, governerà ogni fase dell’azione umana compreso l’orientamento delle nostre scelte di consumo.

Per sostenere questa tesi – priva di riscontri oggettivi e documentati,ma alimentata dal “lo dicono tutti quindi è vero” – il giornalista di Wired intervista un paio di operatori del settore e da lì parte per generalizzare una conclusione che, allo stato, è vera per chi ci crede. Continue reading “Skinner, la pubblicità e l’algoritmo”

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La laurea per influencer e i portatori sani di stupidità

Sarebbe facile fare battute facili o gridare allo scandalo. Piu’ difficile, invece, capire perchè siamo arrivati ad una scelta del genere – una laurea da “influencer” a giurisprudenza – e comunicata in questo modo.

Che il fenomeno degli “influencer” vada studiato – specie da chi si occupa di teoria e pratica della manipolazione del consenso – è certamente un fatto. E ben venga un corso universitario che avvia a questo percorso di conoscenza. Ho qualche dubbio, invece, sull’utilità di un corso per “influenzatori professionali”, il cui ruolo potrebbe piuttosto trasformarsi in quello di portatori sani di stupidità. Ma siccome non sono per nulla capace di fare previsioni corrette, questo corso sarà sicuramente un successo. Continue reading “La laurea per influencer e i portatori sani di stupidità”

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Apple e l’ordine pubblico degli Stati sovrani

Apple rimuove dall’Appstore un software usato dai manifestanti di per tracciare la posizione delle forze di polizia. Il motivo è spiegato da Tim Cook in persona che con un memo indirizzato ai dipendenti li informa che:

Continue reading “Apple e l’ordine pubblico degli Stati sovrani”

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Sputare in faccia agli hacker fa figo

Onlife lo “show”di #Repubblica sul “futuro” – sigh! –  ospita l’intervento di un tale, Leonard Kleinrock i cui meriti (si deduce dalla sua biografia di Wikipedia) sono sostanzialmente quelli di avere contribuito, assime a moltissimi altri, allo sviluppo di Arpanet, dice una serie di banalità come quella

del rischio di un “internet balcanizzato”, dove gli hacker “persone folli, possono fare grandi danni. In futuro potremmo assistere a una rete nella quale ogni Paese protegge il proprio recinto senza poter più parlare con altri Paesi. Sarebbe una vergogna, sconfesserebbe la vocazione iniziale di internet, che invece dovrebbe restare un presupposto inalienabile.

Non discuto il diritto di questo signore di giocare a fare il tecnogeopolitico e di raccontare che “ai suoi tempi” succedeva questo e quello.  Ma la frase sugli hacker è culturalmente ignobile. Continue reading “Sputare in faccia agli hacker fa figo”

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Il cambiamento climatico e i danni della complessità

Un post sulla scarsa qualità dell’informazione sulla questione climate change e sul fanatismo disinformato degli ennesimi “salvatori del mondo” mi ha suggerito una riflessione ulteriore sulla impossibilità di praticare il messaggio di Luigi Einaudi: “conoscere per deliberare.”

Il cambiamento climatico è un argomento estremamente complesso e per dire di capirci qualcosa non basta qualche slogan ripetuto fino allo sfinimento o un bailamme di striscioni, cori e minacce. Breve: quanti, fra i “protestanti” e i politici daltonici che vedono tutto in #228B22 sanno veramente di cosa stanno parlando? Continue reading “Il cambiamento climatico e i danni della complessità”

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L’informazione poco professionale sul cambiamento climatico

La puntata del 28 settembre di Otto e mezzo, la trasmissione di approfondimentto trasmessa da LA7 e dedicata al tema del momento, la “crisi ambientale”, è l’archetipo di ciò che accade quando un tema è troppo complesso per essere compreso dai “comuni mortali” e di come le convizioni individuali e gli interessi personali – ma anche quelli  politici – rendano sostanzialmente impossibile assumere una decisione ragionata.

Non ci sono elmenti per sostenere che il fenomeno Thumberg sia stato costruito a tavolino da questo o quel gruppo di poteri occulti che popolano gli incubi di paranoici e complottisti. O che, al contrario, i “poteri forti” si siano coalizzati per impedire che le masse “in missione per conto di Dio” possano salvare il pianeta. Continue reading “L’informazione poco professionale sul cambiamento climatico”

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La Corte di giustizia UE altera il principio di responsabilità individuale

Con una discutibile decisione, relativa alla causa C-136/17, il cui merito atteneva alle funzioni di de-listing di contenuti dai motori di ricerca, la Corte di giustizia europea dichiara che

il gestore di tale motore di ricerca in quanto soggetto che determina le finalità e gli strumenti di detta attività deve garantire, nell’ambito delle sue responsabilità, delle sue competenze e delle sue possibilità, che detta attività soddisfi le prescrizioni del diritto dell’Unione, affinché le garanzie previste da quest’ultimopossano spiegare pienamente i loro effetti e possa essere realizzata una tutela efficace e completa delle persone interessate, in particolare del loro diritto al rispetto della loro vita privata.

ma non ha speso una sola parola sul ruolo e sui i doveri di chi originariamente ha pubblicato l’informazione. Continue reading “La Corte di giustizia UE altera il principio di responsabilità individuale”

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Rousseau e Peisinóe*, ovvero: il canto mortale della democrazia diretta

Se, come scrive Il Fatto Quotidiano, “Rousseau” consente veramente l’esercizio della democrazia diretta è uno strumentto pericoloso e anticostituzionale.

Se consente la manipolazione del voto tramite la formulazione delle domande poste in forma “chiusa”, “suggestiva” o tramite l’arsenale retorico ben noto da secoli per “ipnotizzare” l’uditorio, è peggio ancora.

Se viene usato “a corrente alternata” in funzione dell’opportunità politica del momento, diventa uno strumento finto. Continue reading “Rousseau e Peisinóe*, ovvero: il canto mortale della democrazia diretta”

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Protecting Personal Information. Una recensione su ZD – Zeitschrift für Datenschutz

Questa è la traduzione italiana della  recensione di Protecting Personal Information pubblicata dalla rivista giuridica tedesca ZD – Zeitschrift für Datenschutz

Andrea Monti/Raymond Wacks, Protecting Personal Information, Oxford (Hart Publishing) 2019, ISBN 978-1-5099-2485-1, € 60,88

Chiunque voglia trattare i concetti di “protezione dei dati” e “privacy” su entrambe le sponde dell’Atlantico sulla base delle fonti dovrebbe leggere l’astuta analisi di Andrea Monti e Raymond Wacks. Monti è professore a contratto presso l’Università di Chieti/Italia e avvocato italiano, Wacks è professore emerito presso l’Università di Hong Kong – un insolito team di autori. Entrambi sono professionisti affermati in questo campo e si occupano dell’argomento da molti anni. Continue reading “Protecting Personal Information. Una recensione su ZD – Zeitschrift für Datenschutz”

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Dopo la giustizia, i social network privatizzano l’ordine pubblico e la politica?

Secondo La Repubblica, Facebook e Twitter hanno chiuso degli account riferibili a persone collegate al governo cinese e utilizzati come anti propaganda sulle manifestazioni di Hong Kong. La decisione è arrivata a seguito di non meglio specificate “indagini”, all’esito delle quali le due aziende hanno ritenuto – di fatto – di intervenire direttamente e a gamba tesa in una questione di politica interna di uno Stato sovrano, stabilendo un pericoloso precedente. Continue reading “Dopo la giustizia, i social network privatizzano l’ordine pubblico e la politica?”

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Chi non ha nulla da nascondere…

Questo è un estratto da Codici nascosti, un ebook che ho scritto per aggiornare l’ormai datato Segreti, spie, codici cifrati, pubblicato nel 2000.

5. Chi non ha nulla da nascondere …

… non ha nulla da temere sembra dicesse Hitler esprimendo un concetto recentemente sdoganato in Italia da necessità politiche contingenti in materia di intercettazioni. Ma, sosteneva ben prima di lui il cardinale Richielieu: datemi sei righe vergate dal più probo fra gli uomini, e ci troverò abbastanza per mandarlo alla forca. Continue reading “Chi non ha nulla da nascondere…”

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Le Sezioni Unite equiparano discutibilmente dati personali e tutela della riservatezza e limitano il diritto al Storia

Con la sentenza n. 22 luglio 2019, n.19681 le Sezioni Unite della Corte di cassazione si sono pronunciate sul rapporto fra diritto di cronaca e “diritto all’oblio” riqualificando il tema della decisione piuttosto come “diritto alla Storia” e non “ad essere informati” e decidendo che il “diritto alla Storia” gode di una tutela attenuata rispetto alla riservatezza individuale.

E’ una sentenza che suscita molta perplessità per la  visione “ideologica” della riservatezza della quale è portatrice. Se infatti, da un lato, è certamente positivo il fatto che la Corte abbia riconosciuto l’impossibilità di avere una regola generale e che, pertanto, spetta al giudicante effettuare caso per caso la valutazione sul bilanciamento degli interessi contrapposti, dall’altro ci sono alcuni passaggi della decisione che lasciano perplessi. Continue reading “Le Sezioni Unite equiparano discutibilmente dati personali e tutela della riservatezza e limitano il diritto al Storia”

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Il GDPR e l’archivio delle foto della polizia di Los Angeles

La polizia di Los Angeles “apre” il proprio archivio storico di fotografie, alcune delle quali risalgono al 1925, scattate da agenti in servizio: un’occasione unica per guardare la società americana e la sua evoluzione dalla prospettiva del crimine e di chi lo combatte.

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La prefazione di Spaghetti Hacker

Dedicata ai “libertari con il macbukpro”. Agli ultimi arrivati che fanno finta di esserlo stati, e a quelli che lo erano e fanno finta di non esserlo stati.

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Tassonomia dell’hypocritical correct

Piccolo elenco delle ipocrisie che circolano a vario livello spacciate come “difesa dei diritti umani”:

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There ain’t no such thing as a Russiagate

All’epoca dei fatti Linkedin e i media generalisti furono inondati da commenti su quella che era solo un’ipotesi (il coinvolgimento della Russia nel condizionare il risultato delle elezioni americane), con la pletora di implicazioni su eserciti di troll comandati a bacchetta – pardon, a tastiera – per manipolare le coscienze ecc. ecc. Tutto finto, ma i danni provocati da quella notizia sono piu’ che reali.

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La titolarità del trattamento nel caso Rousseau

In questa dichiarazione il vicepresidente del Consiglio parla di Rousseau come di un software del Movimento5Stelle (dice “un software che non abbiamo più”).  Al di la, dunque, dell’apparenza formale, se ne dedurrebbe che non l’Associazione Rousseau ma il Movimento5Stelle sia il “proprietario” della piattaforma – che peraltro è una personalizzazione di MovableType, se non ricordo male – e dunque pure titolare del trattamento.

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Ancora su Rousseau e la sanzione del Garante dei dati personali

Il commento che ho pubblicato alla sanzione irrogata dal Garante dei dati personali all’Associazione Rousseau impone qualche ulteriore approfondimento rispetto al tema dei limiti ai poteri delle autorità indipendenti e – nel caso di specie – a quelli del Garante dei dati personali.

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Su Rousseau il Garante ha sbagliato prospettiva (e forse competenza)

Il Garante dei dati personali ha sanzionato l’Associazione Rousseau, che detiene i diritti sull’omonima piattaforma utilizzata dal Movimento5Stelle per gestire con “democrazia diretta” la vita politica del Movimento stesso. La sanzione ha riguardato non un fatto concreto, ma la ipotizzata – secondo il Garante – manipolabilità del voto espresso tramite questo strumento per via del “superpotere” riservato agli amministratori di sistema e alla mancata adozione di altri adempimenti di sicurezza. Il problema (serio) di Rousseau, tuttavia, non è quello di cui si è preoccupato il Garante dei dati personali ma quello della tutela dell’indipendenza e della libertà del Parlamento, e dunque di ordine pubblico (materia sottratta alle competenze del Garante).

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Google, la direttiva copyright e l’ipocrisia della “informazione professionale”

Una parte della “vulgata” sulla nuova direttiva copyright racconta che Google e – in generale – i servizi di aggregazione delle notizie sono pericolosi per la libertà perché consentono di alterare ciò che viene comunicato agli utenti, orientandone surrettiziamente le opinioni.

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Tassonomia del convegno, ovvero: della distillazione della conoscenza

Un ricercatore ha un’idea. Ne parla con dei colleghi, cominciano a riflettere insieme e la presentano in un evento “cantinaro”.

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Il “contropatto” di Cavicchi. Sul Fatto Quotidiano ancora confusione fra Scienza e politica

Dopo l’articolo metodologicamente discutibile di Luca Fazzi, professore ordinario di sociologia nell’università di Trento, Il Fatto Quotidiano ne pubblica un’altro a firma di Ivan Cavicchi, anche lui professore di sociologia ma all’università di Tor Vergata, e portatore dello stesso errore concettuale che affligge lo scritto del suo collega: confondere il piano della Conoscenza con quello della mediazione politica fra valori di diverso peso specifico, inclusa la superstizione e la pretesa, che ricorda quella del miglior Lysenko, di piegare alla “ragione” i risultati fattuali della ricerca.

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La Scienza non è democratica, medicina compresa

Sostiene Luca Fazzi, professore ordinario di sociologia dell’università di Trento che la scienza è democratica e sulla base di questo assunto deduce che

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Galileo mal-citato da Il Giornale

Lo scienziato disse

Il Giornale riporta in modo impreciso una citazionie di Galileo.

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Una domanda scomoda a Repubblica, Der Spiegel e Wikileaks

Non è la prima volta che Repubblica dispone “in esclusiva” di informazioni provenienti da Wikileaks e che abbia, ovviamente, il diritto se non il dovere di pubblicarle.

E’ una regola sacra dell’informazione, infatti, che quando un’informazione diventa disponibile, non importa da dove arriva. Puo’ essere pubblicata.

Guardiamo la cosa da un altro angolo. Continue reading “Una domanda scomoda a Repubblica, Der Spiegel e Wikileaks”

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Il mistero dell’Ipercubo ovvero la dittatura dell’ignoranza

Parlando di Scienza con dei ragazzi di terza media è venuto fuori l’argomento degli spazi geometrici multidimensionali e dei politopi.

Ne ho una conoscenza molto basilare – e annego nella matematica che li descrive – ma hanno una caratteristica interessante in senso generale: sono praticamente impossibili da descrivere compiutamente senza il ricorso a un linguaggio formalizzato non naturale. Continue reading “Il mistero dell’Ipercubo ovvero la dittatura dell’ignoranza”

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I garanti della privacy e il loro sconfinamento. Una intervista per JusLaw Webradio

Avv. Andrea Monti – I garanti della privacy ed il loro sconfinamento

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Apple Watch, Repubblica.it e il “giornalismo di qualità”

In un imbarazzante cripto redazionale, Repubblica.it magnifica le qualità dell’ultima iterazione dell’Apple Watch in modo impreciso e eccessivamente promozionale. Continue reading “Apple Watch, Repubblica.it e il “giornalismo di qualità””

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Hulk e il Sumo…

In questa scena di The Avengers, prima di scagliarsi contro Loki, Hulk picchia i pugni per terra come si usa nei combattimenti di Sumo, per far partire l’incontro. Continue reading “Hulk e il Sumo…”

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Canon EOS R, Repubblica.it e il giornalismo di qualità

Articolo di informazione o “cripto redazionale”?

Con toni entusiastici Repubblica.it parla del nuovo sistema mirrorless di Canon, magnificandone caratteristiche e prestazioni.

L’articolo è un insieme raccogliticcio di dichiarazioni di rapressentanti di Canon e di specifiche da manuale di istruzioni, ma è privo di qualsiasi approfondimento critico. Continue reading “Canon EOS R, Repubblica.it e il giornalismo di qualità”

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Suspiria e i contenuti osceni online …

Continua il processo di beatificazione di Susipiria, il remake dell’omonimo film di Dario Argento. E’ un film terrificante, che la stampa ha dipinto, esaltandone i contenuti, come un capolavoro.

Continue reading “Suspiria e i contenuti osceni online …”

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Alex Jones e il diritto di sostenere l’insostenibile…

Alex Jones è un cospirazionista che, recentemente, è stato bandito da Apple, Google Facebook per le (totalmente infondate) teorie che sostiene. La scelta delle aziende, basata sui “terms&conditions” e non su un ordine di un giudice è preoccupante e pericolosa. Continue reading “Alex Jones e il diritto di sostenere l’insostenibile…”

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La legittimità dell’appropriazione culturale

Durante un recente viaggio in Giappone sono stato molto infastidito da una pubblicità esposta in metropolitana che mostrava il “vero cappucino” venduto da una catena americana (non era Starbucks). Continue reading “La legittimità dell’appropriazione culturale”

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I troll finto russi, il Garante dei dati personali e il TG5

Qualche minuto fa il TG5 ha dato la notizia – fonte Procura di Roma – secondo la quale il primo account usato per i tweet della campagna contro il Presidente della Repubblica era stato attivato a Milano e che – come gli altri – non e’ collegato al Russiagate. Continue reading “I troll finto russi, il Garante dei dati personali e il TG5”

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Ancora sulla questione dei finti profili dei Russi brutti e cattivi che minacciano la stabilità politica italiana

Se i numeri pubblicati da Repubblica sono veri, stiamo parlando del nulla..
I follower italiani di queste “poderose macchine da disinformazione” erano poche centinaia, e sono stati “esposti” a un migliaio di messaggi che riguardavano Renzi e il PD. Continue reading “Ancora sulla questione dei finti profili dei Russi brutti e cattivi che minacciano la stabilità politica italiana”

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Le esternazioni del Garante dei dati personali sulla Russia

Un lancio ANSA riporta una dichiarazione del Garante dei dati personali secondo siti russi colpiscono UE ma i governi sono lenti. Un soggetto istituzionale dovrebbe stare attento a lanciare accuse nei confronti di uno Stato sovrano. Continue reading “Le esternazioni del Garante dei dati personali sulla Russia”

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Non è l’Apple Watch ad avergli salvato la vita, ma la sua evidente trascuratezza nel curare le malattie ad averla messa a rischio

Una delle abilità che sviluppano gli esperti di marketing è il “reframing” (tecnica derivata dalla PNL) che consiste nel descrivere la stessa cosa ma da una prospettiva diversa – e più conveniente.

Continue reading “Non è l’Apple Watch ad avergli salvato la vita, ma la sua evidente trascuratezza nel curare le malattie ad averla messa a rischio”

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Ancora sulla ipocrita differenza fra cinema e content platform.

Cosa direste di un “contenuto” che “vi perseuguiterà per tutta la vita” o vi Continue reading “Ancora sulla ipocrita differenza fra cinema e content platform.”

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Dal Libro dei Detti: Timor Domini principium sapientiæ

Questo, quando la Conoscenza era una cosa seria.
Oggi che non c’e’ piu’ paura del fulmine, le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.

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L’ipocrisia di chi si scandalizza dei contenuti “dannosi”, ma solo se sono online

Il remake di Suspiria e’ terrificante o, per i non amanti del genere, fa semplicemente schifo.

Non e’ il primo ne’ l’ultimo film a generare paura “genuina”, e tantissimi altri, di vario valore artisitico, si “intrattengono” a vario livello di dettagli ed efferatezza su atti di violenza, istigazione all’odio e a commetere reati, apologia del “male” ecc. ecc. Continue reading “L’ipocrisia di chi si scandalizza dei contenuti “dannosi”, ma solo se sono online”

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Quando la cura è peggiore del male

Fare quello che Facebook annuncia significa interferire con la libertà di espressione e di esercizio dei diritti politici. Ed e’ l’ennesimo esempio di privatizzazione (nel doppio senso di “affidamento ai privati” e “eliminazione”) dei diritti fondamentali. Continue reading “Quando la cura è peggiore del male”

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L’avvocato omissis del cliente omississ

E cosi’, mentre i giornali pubbicano articoloi sulla vittoria di Antonello Venditti che ha ottenuto il diritto all’oblio su un video in cui si comportava scorbuticamente, con cio’ acquisendo il diritto alla conservazione della notizia che da conto della cancellazione (dunque conservando l’informazione che Venditti voleva cancellare), il testo della decisione e’ pubblicato omettendo nome del cliente e dell’avvocato.

Continue reading “L’avvocato omissis del cliente omississ”

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Ennesimo esercizio acritico sulle statistiche da parte di Repubblica.it

A volte (tante volte) ritornano.

Repubblica.it diffonde acriticamente la notizia di uno studio secondo il quale muoversi migliora la capacità di apprendere una lingua.

Ma l’articolo, come si capisce leggendo lo studio in questione, da per “assoluti” dei risultati che non lo sono affatto. Continue reading “Ennesimo esercizio acritico sulle statistiche da parte di Repubblica.it”

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Come si costruisce una speculazione sui titoli high-tech?

Le “bolle” speculative scoppiano quando scema l’isteria degli investitori grazie ai bagni ghiacchiati di realtà, ma anche per i comportamenti spregiudicati di controlla l’informazione e di chi la rimette in circolazione
di Andrea Monti – Key4Biz.it del 4 dicembre 2017 Continue reading “Come si costruisce una speculazione sui titoli high-tech?”

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La condanna all’oblio di Kevin Spacey mostra i pericoli dello streaming

Condannato all’oblio senza processo, Kevin Spacy è il testimone di cosa accade quando si sceglie di lasciare i propri contenuti in mano a qualcun altro. Lunga vita ai DVD (senza DRM)
di Andrea Monti – avvocato – Key4Biz.it del 14 novembre 2017 Continue reading “La condanna all’oblio di Kevin Spacey mostra i pericoli dello streaming”

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