Stati Uniti e Tik Tok, fra sicurezza nazionale e tutela dei diritti

L’ultimo episodio della saga TikTok è la decelerazione degli Usa sulla vendita obbligatoria della società cinese. Ma i problemi aperti dalla morte della piccola siciliana causata dalla partecipazione ad una challenge sono ancora irrisolti. L’analisi di Andrea Monti, professore incaricato di diritto dell’Ordine e della sicurezza pubblica all’università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara – Originariamente pubblicato da Formiche.net

La sintesi del nuovo corso Usa nei rapporti con la Cina avviato dal neopresidente Joe Biden può sintetizzarsi nell’antico approccio del “bastone e della carota”. Da un lato l’amministrazione Biden conferma l’impegno sul tema dei diritti umani, dall’altro riduce l’aggressività verso le aziende cinesi che operano (anche) negli Usa. Questo si traduce nel tenere ancora aperti i dossier Hong Kong e uighuri ma anche nella sospensione della procedura di vendita forzata di Tik Tok, la cui attività è oggetto di una revisione completa prima della decisione finale. Continue reading “Stati Uniti e Tik Tok, fra sicurezza nazionale e tutela dei diritti”

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Ordine pubblico, sicurezza nazionale e sicurezza cibernetica: una prospettiva di sistema

Contributo inviato al Call for papers 2020 del Centro Alti Studi per la Difesa

Benché stia attraversando una fase di normativizzazione, la sicurezza nazionale è ancora un concetto giuridicamente evanescente, che fatica a trovare un proprio spazio fra categorie consolidate come ordine e sicurezza pubblica e difesa dello Stato. La normativizzazione della sicurezza nazionale implica la sua sottoposizione al rule of law e dunque limita il suo uso per interessi di natura strettamente politica che non potrebbero essere garantiti con l’apposizione sistematica e automatica del segreto di Stato e che sono sottoposti ad un accresciuto controllo giurisdizionale. Parallelamente, la dipendenza tecnologica da soggetti stranieri —che ha di fatto consentito una (almeno parziale ma ineliminabile) inclusione di interessi privati nella definizione delle politiche di sicurezza— compromette l’effettiva possibilità di tutelare la sicurezza e gli interessi dello Stato. di Andrea Monti – professore incaricato di diritto dell’ordine e della sicurezza pubblica nell’università di Chieti-Pescara Continue reading “Ordine pubblico, sicurezza nazionale e sicurezza cibernetica: una prospettiva di sistema”

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Il caso Gamestop e il pericolo per l’ordine pubblico economico. L’analisi di Monti

La possibilità che individui organizzati possano alterare le dinamiche del mercato finanziario pone un problema di ordine pubblico economico. Purtroppo, irrisolvibile. L’analisi di Andrea Monti, professore incaricato di diritto dell’Ordine e della sicurezza pubblica all’università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara – Originariamente pubblicato da Formiche.net
 
 Un gruppo di investitori autoorganizzati tramite la piattaforma Reddit è riuscito a impedire un’azione speculativa sul titolo della catena di videogiochi Gamestop compiendone a sua volta una di segno contrario.

Mentre i Golia di Wall Street avevano scommesso sul crollo del titolo di una società già in cattive acque, i Davide della rete hanno cominciato ad acquistare azioni facendo salire vertiginosamente il titolo. Di conseguenza, gli investitori professionali che avevano venduto stanno correndo il rischio di perdere somme da capogiro non perché ci siano dei motivi oggettivi (per esempio, errata valutazione del valore di Gamestop) ma perché un (esteso) gruppo di persone, spuntato praticamente dal nulla, ha utilizzato gli stessi strumenti della grande speculazione contro di loro. Ora il mondo finanziario si interroga su quali possano essere gli scenari futuri perché la vicenda Gamestop non è certo destinata a concludersi. Continue reading “Il caso Gamestop e il pericolo per l’ordine pubblico economico. L’analisi di Monti”

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Le ragioni di Peter Doshi sui vaccini: “Fidati, ma verifica”

La richiesta (negata) di Peter Doshi dell’accesso ai dati grezzi della sperimentazione sui vaccini pubblicata sul British Medical Journal è l’esempio che fa da spunto per la riflessione sul delicato rapporto tra scienza e media di Andrea Monti, professore di Diritto dell’ordine e della sicurezza pubblica dell’Università di Chieti-Pescara.  Originariamente pubblicato da Scienza in rete

Chi pratica il metodo scientifico ha la testarda abitudine (incomprensibile ai più) di trarre conclusioni dall’analisi di dati secondo i criteri di un’ipotesi di ricerca e applicando un metodo che consente la verificabilità intersoggettiva dei risultati. Questo atteggiamento mentale è diametralmente opposto a chi basa le proprie opinioni e—peggio— decisioni sulla “fiducia” (spesso tramutata in “fede”) e dunque sull’autorità di eminenze varie. Non discuto questo atteggiamento nell’ambito religioso; ma in quello laico, quello della scienza, sì. Se un dogma esiste, nella pratica del metodo scientifico, è quello della metodicità del dubbio, insieme a quello dell’assenza di certezze. Un teoria sperimentalmente verificata vale fino a quando vale. È successo, tanto per fare un esempio su cui la competenza trabocca al di fuori dei laboratori, con la gravitazione di Newton e la meccanica quantistica. Continue reading “Le ragioni di Peter Doshi sui vaccini: “Fidati, ma verifica””

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La responsabilità dei media e degli intellettuali per lo strapotere delle big tech e per la sicurezza delle Istituzioni

Media e intellettuali non anticipano più la realtà ma si limitano a subirla. Ne subisce le conseguenze la formazione di una coscienza civile di Andrea Monti – Originariamente pubblicato da Infosec.News

Dopo la scelta di Twitter di chiudere gli account dell’ex presidente americano Trump i media  e gli intellettuali italiani “scoprono” il potere delle piattaforme tecnologiche e lanciano un “allarme democrazia”. Costoro arrivano buoni ultimi e in ritardo di oltre vent’anni (meglio tardi che mai) su un tema del genere disperatamente segnalato, a livello internazionale da associazioni per i diritti civili come l’americana EFF , in Europa da EDRI  e, in Italia, fin dal 1994, da ALCEI . Continue reading “La responsabilità dei media e degli intellettuali per lo strapotere delle big tech e per la sicurezza delle Istituzioni”

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L’assalto al Campidoglio USA e la cultura dell’ordine pubblico

La gestione dell’assalto dei sostenitori dell’ex presidente Trump ha suscitato forti critiche agli apparati di sicurezza americani, responsabili di non avere previsto ciò che sarebbe accaduto. Garantire l’ordine pubblico, tuttavia, non è solo una questione di mezzi, ma anche, e sopratutto di una scelta filosofica nella gestione della sicurezza di Andrea Monti professore incaricato di Diritto dell’ordine e della sicurezza pubblica, università di Chieti-Pescara – Originariamente pubblicato da Formiche.net

Le scene dell’assalto al Campidoglio americano evocano immagini più adatte ad altre latitudini rispetto a quella del Paese universalmente accreditato come flagship democracy. Tralasciando il perché sia accaduto un evento così sconcertante, e dunque sorvolando sulle conseguenze politiche dell’avere innescato una protesta violenta, vale la pena di fare qualche considerazione sul “come” è stata gestita l’emergenza di ordine pubblico da una prospettiva italiana. Continue reading “L’assalto al Campidoglio USA e la cultura dell’ordine pubblico”

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Usa-Cina, se la guerra è anche culturale

Gestire l’invasione di uno Stato sovrano implica doversi confrontare con la “resistenza” e dunque adottare strategie di counterinsurgency. Cosa significa in uno scenario da seconda guerra fredda? L’analisi di Andrea Monti, professore incaricato di Diritto dell’ordine e della sicurezza pubblica, università di Chieti-Pescara Originariamente pubblicato da Formiche.net

L’inoculazione di valori e stili di vita nella popolazione civile avversaria gioca un ruolo fondamentale in ogni forma di conflitto. Disgregare le strutture sociali avversarie, infatti, è il presupposto per indebolire la resistenza, facilitare l’accettazione della presenza straniera nel proprio territorio in caso di invasione o la dominazione, in caso di sconfitta.

In teoria il ragionamento è coerente e condivisibile da un punto di vista strategico ma, come sanno gli esperti di counterinsurgency, la sua applicazione concreta in uno stato di guerra guerreggiata (anche “per procura”) è molto complessa. Continue reading “Usa-Cina, se la guerra è anche culturale”

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Vaccino Pfizer, se l’informazione fa da spalla ai complottisti

Le notizie sulle reazioni allergiche al vaccino sono pericolose, per questo servirebbe un cambio di strategia nella comunicazione

di Andrea Monti – Originariamente pubblicato da Infosec.News

Dopo il paziente inglese , altre persone (due infermieri di un ospedale in Alaska) hanno subito una reazione allergica molto forte nel giro di dieci minuti dalla somministrazione del vaccino.

La notizia, di per sé non dovrebbe fare notizia perché qualsiasi vaccino può avere degli effetti collaterali e, come ho scritto in un altro articolo  , è semplicemente sbagliato pensare che la somministrazione di un vaccino, come di qualsiasi farmaco, non possa avere conseguenze che vanno dal fastidioso al letale. Rispetto al caso specifico del vaccino Pfizer, poi, non essendo un esperto, mi astengo da qualsiasi considerazione tecnica, e aspetto di leggere qualche studio scientifico che approfondisca l’argomento. Continue reading “Vaccino Pfizer, se l’informazione fa da spalla ai complottisti”

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Vaccino Pfizer, la percezione della sicurezza e la sicurezza della percezione

di Andrea Monti – originariamente pubblicato da Infosec.News

Nella protezione di obiettivi sensibili la percezione della sicurezza —il fatto che malintenzionati e vittime potenziali siano consapevoli dell’esistenza di misure difensive— gioca un ruolo fondamentale quanto la sicurezza della percezione, cioè la corrispondenza fra il livello di protezione percepito e la sua effettiva capacità di svolgere la funzione.

In un sistema ben progettato questi due elementi interagiscono in modo virtuoso. Viene identificata una minaccia, sono predisposte delle difese efficaci, e queste ultime sono percepite come tali. Il risultato è che gli aggressori sono disincentivati dal attaccare il castello, e coloro che vi abitano possono vivere tranquilli. 

Quando, invece, mancano misure efficaci, si spezza il legame fra percezione della sicurezza e sicurezza della percezione. Si possono inondare giornali, televisioni e siti internet con dichiarazioni roboanti sostenute dal “massimo esperto” di turno sull’adozione di questo o quel sistema miracoloso che “tiene lontani i cattivi” o sull’importanza del “fattore umano”. Poi, però, la realtà dimostra la solita antipatica attitudine a smentire sistematicamente chi spera che basti generare sicurezza percepita perché quella vera si produca automaticamente. Continue reading “Vaccino Pfizer, la percezione della sicurezza e la sicurezza della percezione”

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Dati personali ed esportazione. L’arsenale (giuridico) cinese made in Occidente

Dopo la legge sulla sicurezza nazionale, la Cina si dota di leggi che ritorcono l’approccio occidentale contro l’Occidente. L’analisi di Andrea Monti, professore incaricato di diritto dell’ordine e della sicurezza pubblica all’Università di Chieti-Pescara – Originariamente pubblicato da Formiche.net

Dopo quella sulla sicurezza nazionale informatica, la Cina ha deciso di emanare altre due leggi: una sul controllo delle esportazioni e una sulla protezione dei dati personali. Questo trittico rappresenta, paradossalmente, l’accettazione della Cina di un modello regolamentare di stampo occidentale e, nello stesso tempo, l’utilizzo di questo modello contro l’Occidente che lo ha creato. Continue reading “Dati personali ed esportazione. L’arsenale (giuridico) cinese made in Occidente”

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Cosa insegna il “caso Leonardo”

La sicurezza nazionale è sfuggita di mano al controllo delle istituzioni di Andrea Monti – originariamente pubblicato da Infosec.News

Sulla vicenda della massiccia esfiltrazione abusiva di dati subita da Leonardo, sulla differenza fra la narrativa istituzionale della cybersecurity e la drammaticità della situazione italiana, sulla superfetazione normativa che sta ingessando la sicurezza nazionale si è già detto molto. C’è, tuttavia, un aspetto che non è stato approfondito adeguatamente: il rapporto meno che proporzionale fra il numero dei componenti di una struttura e la loro “fedeltà” alla struttura stessa. Continue reading “Cosa insegna il “caso Leonardo””

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Il rinnovamento dell’intelligence ha bisogno di coerenza normativa

Il rinvio della costituzione dell’Istituto italiano di cybersicurezza e i limiti operativi emersi dall’applicazione pratica del decreto legislativo 65/18 e della normativa sul perimetro cibernetico evidenziano la necessità di ripensare l’architettura del sistema intelligence italiana. L’opinione di Andrea Monti, professore incaricato di diritto dell’ordine e sicurezza pubblica all’Università di Chieti-Pescara – Originariamente pubblicato da Formiche.net

L’intelligence italiana sta attraversando un periodo di profondo rinnovamento che la sta trasformando da struttura informativa “pura”, incaricata essenzialmente di svolgere un ruolo passivo nella raccolta e condivisione di informazioni con gli altri apparati dello Stato, a soggetto attivo nella tutela degli interessi nazionali. Questa scelta politica porterà le nostre strutture informative a giocare sugli stessi campi nei quali operano quelle delle grandi potenze, e dai quali oggi l’Italia è esclusa. Continue reading “Il rinnovamento dell’intelligence ha bisogno di coerenza normativa”

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Crittografia, tutte le contraddizioni dell’Europa

Due documenti accidentalmente diventati pubblici svelano le scelte dell’Unione Europa in materia di crittografia. Protezione dei minori e sicurezza nazionali le ragioni per la missione impossibile di garantire sicurezza tramite cifratura indebolita di Andrea Monti, docente di Diritto dell’ordine e della sicurezza pubblica all’Università di Chieti-Pescara – Originariamente pubblicato da Formiche.net Continue reading “Crittografia, tutte le contraddizioni dell’Europa”

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L’onda lunga del terrorismo e l’abuso del diritto

Gli atti di terrorismo compiuti in Francia e in Austria impongono di riflettere sull’uso politico-tattico dei diritti umani da parte degli Stati come strumento di propaganda antiterroristica. A rischio l’esercizio delle libertà fondamentali in nome della realpolitik? L’analisi di Andrea Monti, professore incaricato di Diritto dell’Ordine e sicurezza pubblica, Università di Chieti-Pescara – Originariamente pubblicato da Formiche.net

Non c’è modo, almeno per ora, di sapere se l’omicidio del docente francese Samuel Paty, quello di tre persone a Nizza e la strage di Vienna siano l’esecuzione di un piano globale, o se siano eventi singoli, progettati e portati a termine da individui o cellule criminali. Così come non si può affermare con certezza che la scintilla che li ha innescati sia —ancora una volta— la satira di Charlie Hebdo (fatto acclarato solo in relazione all’assassinio di Samuel Paty). Continue reading “L’onda lunga del terrorismo e l’abuso del diritto”

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La visione di Enrico Mattei e la sicurezza nazionale

L’indipendenza tecnologica alla base della sicurezza nazionale ha bisogno di energia altrettanto di indipendente. Non è solo un tema di protezione della rete di trasporto ma di approvvigionamento delle fonti. Si deve riaprire il dibattito sull’opzione nucleare? L’analisi di Andrea Monti, professore di diritto dell’ordine e della sicurezza pubblica all’Università di Chieti-Pescara – Originariamente pubblicato da Formiche.net 
Continue reading “La visione di Enrico Mattei e la sicurezza nazionale”

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Perché Twitter e Facebook spaventano i politici negli Usa (e non solo)

Le Big Tech sono parte attiva delle competizioni elettorali e non sono soggette a regole e controlli, tanto che possono cambiare anche diametralmente le proprie decisioni senza subire alcuna conseguenza. L’analisi di Andrea Monti, professore incaricato di Diritto dell’Ordine e della sicurezza pubblica, Università di Chieti-Pescara – Originariamente pubblicato da Formiche.net
Continue reading “Perché Twitter e Facebook spaventano i politici negli Usa (e non solo)”

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I Five Eyes guardano a Oriente. E l’Italia?

di Andrea Monti – originariamente pubblicato da Formiche.net

Un comunicato stampa dello US Department of Defense del 15 ottobre 2020 annuncia asetticamente i risultati dell’ultimo incontro (ufficiale) fra i componenti del Five Eyes, l’accordo fra Usa, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda per l’acquisizione e lo scambio di informazioni di strategiche e tattiche per tutelare gli interessi nazionali. Continue reading “I Five Eyes guardano a Oriente. E l’Italia?”

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La Svezia e il Giappone sono lontani quanto è prossima la Cina

Il messagio di Speranza (gioco di parole voluto) è quello che il senso di responsabilità consenta di evitare una nuova quarantena di Andrea Monti – Originariamente pubblicato da Infosec.News

Dalle parole del ministro si deduce che la decisione di richiudere tutto è già stata presa (o comunque, è ogni giorno più probabile) e – polemiche sul passato a parte – in questo momento le opzioni sono chiare: o ci diamo una “autoregolata” oppure ci verrà nuovamente imposta dal governo, con le conseguenze che già abbiamo sperimentato e con quelle che  possiamo immaginare quando leggiamo notizie come quella dell’assalto avvenuto a Livorno da una pattuglia dei Carabinieri compiuto non da pericolosi delinquenti, ma da cittadini fuori controllo. Continue reading “La Svezia e il Giappone sono lontani quanto è prossima la Cina”

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Cosa hanno in comune la extraordinary rendition di Abu Omar e l’espulsione di Alma Shalabayeva?

La sentenza del tribunale di Perugia sull’illecita esplusione di Alma Shalabayeva emanata dal tribunale penale di Perugia il 14 ottobre 2020 ripropone il tema delle extraordinary rendition e delle attività delle strutture di intelligence di Paesi stranieri sul suolo italiano di Andrea Monti – Originariamente pubblicato da Infosec.News

Le extraordinary rendition sono —in termini penalistici— dei rapimenti compiuti dai servizi di intelligence di una nazione (o su loro commissione, da “terze parti”) nel territorio di Paesi terzi. Si possono portare a termine con il supporto esplicito del Paese “ricevente”, fidando sul fatto che l’intelligence interna “chiuda un’occhio” (o magari tutti e due, e che si tappi anche le orecchie), oppure in totale clandestinità. Nel primo caso, gli apparati del Paese “ricevente” sono direttamente coinvolti e dunque responsabili davanti alla Legge. Negli ultimi due casi, l’azione è compiuta violando la sovranità nazionale del Paese nel quale viene commesso il fatto e “auspicando” che nessuno se ne accorga. Continue reading “Cosa hanno in comune la extraordinary rendition di Abu Omar e l’espulsione di Alma Shalabayeva?”

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La prevenzione del terrorismo passa (anche) dalla polizia locale

Intelligence e attività informativa di pubblica sicurezza devono essere ancora più integrate. L’ampiezza del teatro operativo rende oramai indispensabile il coinvolgimento della polizia locale nella raccolta di informazioni necessarie alla prevenzione dei fenomeni criminali e terroristici. Il commento di Andrea Monti, docente di Diritto dell’Ordine e della sicurezza pubblica, Università di Chieti-Pescara – Originariamente pubblicato da Formiche.net

La decapitazione del docente francese “decisa” come punizione per avere mostrato in classe le “vignette blasfeme” di Charlie Hebdo pone ancora una volta il tema del limite oltre il quale esercitare il diritto alla libertà di espressione, implica costringere lo Stato e i cittadini a sopportare le conseguenze di una scelta individuale (nel caso di specie, quella dei redattori del periodico satirico). Continue reading “La prevenzione del terrorismo passa (anche) dalla polizia locale”

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Sull’uso dei militari e l’inefficacia delle sanzioni anti-Covid

L’uso delle forze armate per contenere la diffusione della pandemia confermato dal decreto legge 125/2020 ripropone le criticità regolamentari che rischiano di rendere inefficace l’apporto dei militari. L’intervento di Andrea Monti, professore incaricato di Diritto dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica all’Università di Chieti-Pescara- originariamente pubblicato da Formiche.net

Il decreto legge 7 ottobre 2020, n. 125 ripropone acriticamente l’approccio alla gestione di ordine e sicurezza pubblica adottato nella prima fase della pandemia e perpetua tal quali i problemi già evidenziati in tempi non sospetti su Formiche.net a proposito del rapporto fra governo ed enti locali e il ricorso a una inutile “sicurezza muscolare” basata anche sul ricorso improprio alle forze armate. Continue reading “Sull’uso dei militari e l’inefficacia delle sanzioni anti-Covid”

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Incontro Pompeo – Di Maio, le contraddizioni irrisolte della sicurezza nazionale italiana

È venuta meno, se mai fosse esistita, la coincidenza di posizioni strategiche fra UE e USA, ma l’Italia continua a non decidere e si trova a giocare su tre tavoli senza sapere su quale puntare di Andrea Monti – pubblicato originariamente da Infosec News

Le dichiarazioni del ministro degli esteri Di Maio rilasciate dopo l’incontro con il Segretario di Stato USA Pompeo rivelano ancora una volta lo stallo nel quale si trova l’Italia, incapace di decidere fra UE, USA e Cina. Benché, infatti, sia la Cold War II fra USA e Cina ad occupare la ribalta internazionale, il conflitto a minore intensità fra UE e USA non è meno rilevante e richiede l’assunzione di scelte chiare da parte del nostro Paese. Continue reading “Incontro Pompeo – Di Maio, le contraddizioni irrisolte della sicurezza nazionale italiana”

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5G e indipendenza tecnologica europea. La versione del prof. Monti

In attesa dell’incontro con il segretario di Stato Usa Pompeo il premier Conte parla di indipendenza tecnologica europea. Ci vorrà tempo, ma è già possibile fare molto per una sicurezza nazionale indipendente. L’analisi di Andrea Monti, professore incaricato di diritto dell’ordine e della sicurezza pubblica all’Università di Chieti-Pescara – originariamente pubblicato da Formiche.net Continue reading “5G e indipendenza tecnologica europea. La versione del prof. Monti”

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Reti e sicurezza nazionale. Cosa possono fare le software house

Ecco cosa hanno in comune le azioni di spionaggio antiamericano attribuite alla Cina e la morte, in Germania, di una donna che non avrebbe ricevuto cure tempestive perché l’ospedale tedesco nel quale doveva essere ricoverata era paralizzato da un attacco ransomware? L’analisi di Andrea Monti, professore incaricato di diritto dell’ordine e sicurezza pubblica, università di Chieti-Pescara – originariamente pubblicato da Formiche.net Continue reading “Reti e sicurezza nazionale. Cosa possono fare le software house”

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Il caso Zhenhua e il rischio per l’ecosistema della data-economy

La raccolta di informazioni e la profilazione delle persone sono attività ampiamente praticate ovunque nel mondo. Ma, in Italia, una antica norma del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza vieta attività di questo genere. A rischio l’open source intelligence e il data-brokerage? L’analisi del prof. Monti originariamente pubblicato da Formiche.net

Il “caso Zhenhua” , l’azienda cinese accusata di avere creato l’Oversea Key Information DataBase (Okid) per catalogare dati provenienti da fonti pubbliche relativi a persone di milioni di individui è stato presentato come l’ennesima azione ostile della Cina verso il resto del mondo. In realtà, tuttavia, Okid non è diverso dai suoi equivalenti occidentali che, perlomeno in Italia, potrebbero essere vietati dal Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Continue reading “Il caso Zhenhua e il rischio per l’ecosistema della data-economy”

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C’è chi dice no. L’opinione del prof. Monti sulla rete unica

Riceviamo e pubblichiamo l’analisi del prof. Monti (Università di Chieti-Pescara) secondo cui la protezione dei dati personali potrebbe essere il bug che blocca la costruzione della rete unica. Nel mirino del docente la presenza nell’azionariato della newco di un fondo americano – originariamente pubblicato da Formiche.net

Fra i tanti aspetti da considerare nella creazione della rete unica italiana, ha ricevuto poca attenzione il problema del rapporto fra tutela dei dati personali, presenza di proprietari extracomunitari nell’assetto societario e sicurezza nazionale. Vista la criticità del settore telecomunicazioni, infatti, l’assenza del pieno controllo da parte dell’Italia apre al rischio di interferenze straniere nella protezione degli interessi fondamentali dello Stato, come ha evidenziato il caso Huawei. Continue reading “C’è chi dice no. L’opinione del prof. Monti sulla rete unica”

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Dalla parte di Huawei (e di tutti i fornitori tecnologici per la sicurezza nazionale)

Emanato per gestire i problemi di sicurezza nazionale causati dall’uso della tecnologia cinese, il DPCM detta nuove e problematiche regole per la contrattualistica nel mondo telco e non solo di Andrea Monti – originariamente pubblicato da Infosec.News

In questo articolo analizzo le questioni relative all’ applicazione pratica del Decreto Conte-Huawei emanato lo scorso 7 agosto 2020 che detta le condizioni per le quali TIM S.p.a. può utilizzare la tecnologia 5G di Huawei riducendo a un livello accettabile il rischio per la sicurezza nazionale paventato anche dal COPASIR, dopo gli allarmi lanciati dagli USA. Evidenzio le criticità derivanti da un’impostazione giuridicamente sbagliata e concludo che Xe pèso el tacòn del buso.

Prima di procedere, tuttavia, sarebbe preferibile leggere un altro articolo nel quale ho analizzato i problemi strategici che affliggono il provvedimento. Continue reading “Dalla parte di Huawei (e di tutti i fornitori tecnologici per la sicurezza nazionale)”

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Trasferimento dati negli USA, stretta del garante tedesco

Chiesti sistemi crittografici non violabili, ma mancano i riferimenti tecnici di Andrea Monti – IlSole24Ore – Norme e Tributi del 29 agosto 2020

Il 24 agosto 2020 l’autorità di protezione dei dati del Baden-Württemberg (uno dei sedici stati federati della Germania) ha emanato le linee guida per il trasferimento internazionale dei dati personali che impongono regole stringenti nell’interazione con Paesi terzi e in particolare con gli USA. Le linee guida, valide solo all’interno dello Stato tedesco, si sono rese necessarie a seguito della sentenza “Schrems II” emessa il 16 luglio 2020 con la quale la Corte europea di giustizia ha annullato il “privacy shield” della Commissione Europea che, appunto, consentiva lo scambio di dati con gli USA. Continue reading “Trasferimento dati negli USA, stretta del garante tedesco”

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La presidenza del Consiglio ha bisogno degli executive order? La risposta del prof. Monti

Prima la gestione della pandemia poi il decreto Huawei hanno evidenziato un nuovo ruolo per i Dpcm. Ha senso, in una Repubblica parlamentare come l’Italia? L’analisi di Andrea Monti – originariamente pubblicato da Formiche.net

L’uso dei decreti del presidente del Consiglio dei ministri come strumento per la gestione di fasi emergenziali ha suscitato critiche e perplessità fra gli esperti di diritto pubblico e costituzionale. Nella sostanza, ci si è chiesto se sia stato corretto e conforme a Costituzione che il presidente del Consiglio abbia ricevuto “pieni poteri” da esercitare tramite i Dpcm, o se, al contrario ci si sia trovati di fronte a uno “strappo” che difficilmente potrà essere ricucito. Continue reading “La presidenza del Consiglio ha bisogno degli executive order? La risposta del prof. Monti”

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Software e dipendenza tecnologica nelle strategie geopolitiche USA

Il controllo sul software è la leva della strategia USA di espansione in Estremo Oriente passa anche per la vendita, in funzione anti-cinese, di armamenti a Paesi dell’area indopacifica qualificati come “like-minded partner” o “alleati” anche in assenza della formalizzazione in trattati come, ad esempio, quello della NATO di Andrea Monti – originariamente pubblicato da Infosec News

Il software è diventato un elemento centrale della tutela (o della vulnerabilità) della sicurezza nazionale perché da lui dipende il funzionamento degli apparati e dei sistemi che fanno funzionare la rete di un Paese. La sua robustezza, però, oltre ad essere la prima linea di difesa in termini tecnici, è anche uno strumento di controllo geopolitico molto efficiente. Vendere apparati ad un Paese “amico” senza dargli il controllo sul software significa, nei fatti, mettergli un cappio al collo. Continue reading “Software e dipendenza tecnologica nelle strategie geopolitiche USA”

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Le criticità del decreto Conte-Huawei

TIM potrà utilizzare apparati 5G prodotti da Huawei, a condizione di seguire le regole dettate dalla Presidenza del Consiglio. Ma la sicurezza nazionale è veramente al sicuro? di Andrea Monti – originariamente pubblicato da Infosec News

Antefatto

Il 7 agosto 2020 la Presidenza del Consiglio ha emanato un decreto con il quale fissa le condizioni alle quali Huawei può fornire all’Italia, tramite TIM S.p.a., le proprie infrastrutture 5G.

A prescindere da questioni di sistema (ennesimo uso “creativo” del DPCM) e da aspetti politici (non si tratterebbe di una “resa” alla Cina né, dunque, di un “tradimento” degli alleati atlantici), il DPCM Conte-Huawei solleva diverse perplessità dal punto di vista giuridico e tecnico che creano dubbi sulla sua reale efficacia. Continue reading “Le criticità del decreto Conte-Huawei”

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Il Giappone vuole entrare nel club buono dell’intelligence ma…

Si moltiplicano i segnali che lasciano intendere un incremento delle relazioni fra Five Eyes e Giappone in funzione anticinese, ma l’eredità storica della II Guerra, le complessità geopolitiche e quelle economiche dell’Estremo Oriente non rendono facile una scelta del genere di Andrea Monti – professore incaricato di Diritto dell’ordine e della sicurezza pubblica, università di Chieti-Pescara. Originariamente pubblicato da Formiche.net

La rottura degli equilibri in Estremo Oriente causata dalla politica aggressiva dell’amministrazione Trump contro la Cina e dall’espansione del raggio di azione di quest’ultima verso l’Occidente ha riportato agli onori delle cronache l’opportunità che il Giappone diventi, ufficialmente, il “sesto occhio” del Five Eyes, il network mondiale di intercettazione e spionaggio attualmente ad uso esclusivo di Stati Uniti, Inghilterra, Australia, Nuova Zelanda e Canada.

Continue reading “Il Giappone vuole entrare nel club buono dell’intelligence ma…”

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Internet, scuola e tempo perso

Come sa ogni genitore, qualsiasi misura basata sul “rispetto delle regole” da parte dei ragazzi è destinata a fallire di Andrea Monti – originariamente pubblicato da Infosec.News

Le polemiche sulla riapertura o meno delle scuole il prossimo settembre sono lo specchio dell’assenza di visione e di strategia del governo. Non entro nel merito degli aspetti sanitari —sui quali non ho titolo per parlare— ma è un fatto che se gli assembramenti facilitano il contagio e nelle scuole l’assembramento è sostanzialmente inevitabile, non si possono riaprire le scuole. Continue reading “Internet, scuola e tempo perso”

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Ancora critiche ingiuste alla Polizia di Stato per le modalità di un arresto

di Andrea Monti – originariamente pubblicato da Infosec.News

Un articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano documenta l’ennesimo caso di “violenza” della Polizia di Stato, ma che, in realtà, evidenzia ancora una volta, da un lato, la calma degli operanti e, dall’altro, la incredibile convinzione che si possa “discutere” un ordine di polizia. Continue reading “Ancora critiche ingiuste alla Polizia di Stato per le modalità di un arresto”

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Intelligence, giustizia e media, occhio al cortocircuito

Due scienziati cinesi confessano lo spionaggio industriale a danno degli USA, e c’è chi chiede di inserire il Partito Comunista Cinese nell’elenco delle organizzazioni criminali transnazionali. Ma le azioni giudiziarie creano problemi di ordine ben maggiore di Andrea Monti – professore incaricato di diritto dell’ordine e della sicurezza pubblica, università di Chieti-Pescara – originariamente pubblicato da Formiche.net

Continue reading “Intelligence, giustizia e media, occhio al cortocircuito”

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Il governo rende pubblici gli atti del CTS COVID-19. Dovere, obbligo o contenimento dei danni?

IIl TAR Lazio impone al governo di rendere pubblici i verbali del comitato tecnico scientifico COVID-19, ma il governo impugna la sentenza, lascia intendere che la trasparenza non è un “dovere” ma un “obbligo”, e infine cede,  evitando la decisione del Consiglio di Stato sul valore dei DPCM di Andrea Monti – originariamente pubblicato da Formiche.net

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Dallo stato di emergenza allo stato di eccezione

La “proroga” dello stato di emergenza in Italia, discutibile nella forma e nella sostanza, dimostra quanto il rule of law sia stato svuotato di ruolo e significato. L’analisi di Andrea Monti, professore incaricato di diritto dell’ordine e della sicurezza pubblica – Università di Chieti-Pescara – Originariamente pubblicato da Formiche.net
 

La “notizia del giorno” è l’approvazione da parte del Senato della proroga dello “stato di emergenza” fino al 15 ottobre 2020, con il governo che a supporto della decisione, come riporta Il Fatto Quotidiano, invoca il sostegno delle Regioni. Nel merito, la decisione non è sindacabile giuridicamente: la politica è, per definizione, libera nel fine e il diritto arriva solo dopo, quando si tratta di formalizzare in norme l’accordo preso in Parlamento e, come in questo caso, con il Parlamento. Questo non significa, tuttavia, che un accordo politico sia automaticamente corretto dal punto di vista del sistema, perché nella dialettica parlamentare si è persa la distinzione fra stato di emergenza e stato di eccezione e si è dimenticata la fonte dei poteri emergenziali della presidenza del Consiglio. La conseguenza è la creazione di una legislazione di fatto dell’emergenza che mette in discussione la centralità del rule of law, un tema rilevante non solo nei rapporti internazionali.

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Usa, Cina e lo Stato di diritto. Pericoloso strumentalizzare il rule of law

L’arresto negli Stati Uniti di tre ricercatori cinesi accusati di avere taciuto i loro rapporti con il governo cinese mette in crisi il rule of law. Sacrificare questo principio sull’altare della realpolitik è un errore.
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USA-Cina, nella saga della propaganda sul Coronavirus spunta anche il dissidente fuggito da Hong Kong

di Andrea Monti – originariamente pubblicato da Infosec.News

E’ passata praticamente sotto silenzio, in Italia, l’intervista rilasciata a Fox News da Li-Meng Yan una virologa di Hong Kong fuggita negli USA per fornire la propria versione sul modo in cui il governo cinese ha gestito la comunicazione sulla pandemia. (https://www.foxnews.com/world/chinese-virologist-coronavirus-cover-up-flee-hong-kong-whistleblower ). Le rivelazioni della virologa sono sostanzialmente allineate alle posizioni dell’amministrazione statunitense: la Cina sapeva, la Cina ha taciuto, la Cina ha imposto la consegna del silenzio a tutti coloro che avevano informazioni sul Coronavirus. Ci sono, tuttavia, diverse questioni che dal punto di vista dell’analisi di contesto “non tornano”. Continue reading “USA-Cina, nella saga della propaganda sul Coronavirus spunta anche il dissidente fuggito da Hong Kong”

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Internet e ordine pubblico

Versione pre-print del capitolo pubblicato in Cassano, G. – Previti, S. 2020 (a cura di) Il diritto di internet nell’era digitale. Milano, Giuffrè-Francis Lefevbre

Capitolo IV

Internet e ordine pubblico

Andrea Monti – Università di Chieti-Pescara

Sommario

1. Introduzione. — 2. L’impatto della tecnologia dell’informazione sull’ordine pubblico. — 3. Istituzioni pubbliche e tecnologie dell’informazione in Italia. — 3.1. L’attivismo politico nella fase pre-internet. — 3.2. I primi fenomeni eversivi e antagonisti. — 3.3. Gli stadi iniziali della riflessione istituzionale e l’anticipazione del tema della sovranità informativa. — 4. L’interazione fra tecnologia, normazione e mercato. — 4.1. La co-gestione obbligata della prevenzione e della repressione dei reati. — 4.2. L’espansione irrefrenabile delle pretese individuali e l’insufficienza delle risposte istituzionali. — 4.3. L’abbandono della sovranità sulla libertà di espressione, su quella di esercizio dei diritti politici e sul diritto al giusto processo. — 5. L’invasione degli überdiritti. — 5.1. Democrazia rappresentativa e protesta permanente. — 5.2. La pretesa di conoscere senza comprendere. — 6. La politica di protezione dello “spazio cibernetico”, possibile aggancio normativo per la costruzione del concetto di “ordine pubblico tecnologico”. — 7. Conclusioni. Continue reading “Internet e ordine pubblico”

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Covid-19, le questioni irrisolte dello stato di emergenza

In attesa del riacutizzarsi della pandemia, le istituzioni provano ad organizzarsi per tempo. Ma le ferite provocate dalla gestione della pandemia sono tutt’altro che guarite, e rischiano di infettarsi di nuovo. L’analisi di Andrea Monti – Originariamente pubblicato da Formiche.net
Continue reading “Covid-19, le questioni irrisolte dello stato di emergenza”

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Per arrestare serve gentilezza. Parola di videoamatori

di Andrea Monti – Originariamente pubblicato da Infosec.News

Questo articolo è alquanto “fuori” dagli argomenti normalmente trattati da Infosec News ma in realtà, in una prospettiva più ampia, ha pienamente senso perchè affronta il ruolo della rete nel rapporto fra fatti, loro percezione e conseguenze sociali e politiche.

L’occasione è un evento segnalato in esclusiva da Repubblica.it che documenta le fasi di un arresto compiuto a Verona da operanti della Polizia di Stato a danno di un soggetto violento e non cooperante. Inevitabile, anche se l’articolo non ne parla esplicitamente, il paragone con il comportamento dei poliziotti americani che portò alla morte di George Floyd. Ma questo paragone, per quanto la conclusione ai più possa sembrare strana, segna una distanza abissale fra le due sponde dell’oceano Pacifico. Continue reading “Per arrestare serve gentilezza. Parola di videoamatori”

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Huawei, Tim e la sicurezza nazionale.

L’esclusione di Huawei dalla gara per la costruzione della nuova rete core di Tim sarebbe motivata da scelte di mercato e non da questioni politiche. Ma quale che sia la (vera) ragione, è un fatto preoccupante. L’opinione di Andrea Monti, professore incaricato di Diritto dell’Ordine e della sicurezza pubblica dell’Università di Chieti-Pescara

Un laconico lancio di Reuters informa che “Telecom Italia non ha invitato il gruppo cinese Huawei a partecipare alla gara lanciata nei giorni scorsi per la costruzione della propria rete core 5G in Italia e in Brasile, riferiscono due fonti vicine alla situazione” e, con un’affermazione che suona molto di excusatio non petita riportata da Repubblica.it fonti aziendali rivelano che la scelta “non avrebbe nulla a che vedere con aspetti di natura politica. Ma “riflette solo una scelta industriale che va nell’ottica della diversificazione dei partner”. Continue reading “Huawei, Tim e la sicurezza nazionale.”

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La propaganda sul 5g e l’urgenza che l’Italia scelga da che parte stare

L’Inghilterra si conferma come testa di ponte della politica estera americana in Europa e segue gli USA nel bando di Huawei. La Francia adotta restrizioni parziali, ma l’Italia – come sempre – non decide e si perde nel “perimetro di sicurezza cibernetica” – di Andrea Monti – professore incaricato di Diritto dell’ordine e della sicurezza pubblica, università di Chieti-Pescara – Orginiariamente pubblicato da Formiche.net

Nell’oramai dichiarata Cold War II fra USA e China, il 5g è uno dei campi di battaglia dove si combatte una guerra di trincea dal sapore primo-novencentesco. Eserciti schierati uno di fronte all’altro, scaramucce, attacchi e ritirate dell’una e dell’altra parte, nell’attesa – o nella speranza – che uno dei due “ceda”.  E nell’attesa, ciascuno cerca il modo di aprire dei nuovi fronti per indebolire la forza dislocata su quello principale. Continue reading “La propaganda sul 5g e l’urgenza che l’Italia scelga da che parte stare”

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Tso e restrizioni alle libertà. Uno strappo sulla pubblica sicurezza?

Con la proposta di estendere il Tso ai contagiati da coronavirus continua il processo di sottrazione dei poteri governativi sulla pubblica sicurezza e sulla libertà personale. È urgente una riforma di sistema. Il commento di Andrea Monti, professore incaricato di Diritto dell’Ordine e della sicurezza pubblica all’Università di Chieti-Pescara – Originariamente pubblicato da Formiche.net

La notizia di questi giorni è che un presidente di Regione (Zaia) e il ministro della Salute (Speranza) stanno valutando la possibilità di estendere il regime del trattamento sanitario obbligatorio alle persone contagiate da coronavirus “renitenti alla cura”, con il secondo agita anche lo spettro del carcere, memore delle sanzioni previste dal “riesumato” Testo unico delle leggi sanitarie e dal Codice penale. Continue reading “Tso e restrizioni alle libertà. Uno strappo sulla pubblica sicurezza?”

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Salute e difesa. Così la Cina si vaccina (per non finire come l’Impero romano)

La scelta cinese di sperimentare il vaccino sulle forze armate potrebbe non essere motivata solo dalla necessità di avere un “gruppo di controllo” più facilmente osservabile. Il commento di Andrea Monti, professore incaricato di Diritto dell’Ordine e della sicurezza pubblica, Università di Chieti-Pescara– Originariamente pubblicato da Formiche.net

La notizia di queste ore è che la Cina ha deciso di sperimentare l’Ad5-nCoV, un possibile vaccino per il Coronavirus, sulle proprie forze armate. Da quanto riporta il quotidiano britannico The Telegraph la scelta dipenderebbe dal fatto che i militari “offrono un gruppo di controllo medico più compatto di quanto faccia il pubblico”.

Benché non sia escluso l’utilizzo su scala più estesa, e dunque anche ai civili e non solo cinesi (la sperimentazione è stata autorizzata anche in Canada) è utile fare qualche riflessione sul significato della scelta di sviluppare e sperimentare il vaccino in ambito militare. Continue reading “Salute e difesa. Così la Cina si vaccina (per non finire come l’Impero romano)”

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Scienza, tecnocontrollo e public-policy nell’era COVID-19

Rivista Trimestrale di Scienza dell’Amministrazione n. 2/2020
Andrea Monti – Università Gabriele d’Annunzio Chieti-Pescara

 Riassunto

Questo articolo analizza i problemi emersi dall’impiego della tecnologia nella definizione ed attuazione delle misure di contrasto alla pandemia COVID-19. Evidenzia il ruolo della scienza nel supporto ai processi decisionali e la necessità di distinguere i diversi ambiti di attendibilità delle informazioni ai fini del policy by number. Segnala l’impatto dell’uso (pur involontariamente) sinergico dei dati nella comunicazione pubblica e in quella dei media come funzionale all’induzione di uno stato di learned helplessness favorito dall’opera “infantilizzante” delle tecnologie dell’informazione che si traduce in una minore reattività verso la limitazione dei diritti e delle prerogative democratiche del cittadino. Sostiene, a seguito di una analisi comparata, che la resistenza all’impiego esteso delle tecnologie dell’informazione per contrastare la pandemia – e in generale per la gestione della sicurezza – sia causata dal ritardo tecnologico italiano che ha impedito di fondare la riflessione giuridica su concrete scelte di public policy e sulle relative attuazioni normative.

Parole chiave: COVID-19, tecnocontrollo, privacy, pubblica sicurezza, sovranità digitale, Asian Values Continue reading “Scienza, tecnocontrollo e public-policy nell’era COVID-19”

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Scienza, public policy e tecnocontrollo nell’era COVID-19

Questo è un estratto dall’articolo ” Scienza, public policy e tecnocontrollo nell’era COVID-19″ accettato per la pubblicazione dalla Rivista Trimestrale di Scienza dell’Amministrazione per il volume “COVID-19: to rule the emergency”

1. Introduzione

L’emergenza COVID-19 ha evidenziato in modo chiaro – ma non per questo preso nella dovuta considerazione – il ruolo centrale della scienza e della tecnologia nel condizionare le scelte politiche e di conseguenza le norme emanate in loro applicazione.

Non si tratta solo e soltanto delle pur fondamentali questioni legate alla ricerca medico- scientifica, ma anche del modo in cui, da un lato, le tecnologie dell’informazione sono diventate la spina dorsale e l’apparato neuromuscolare del Paese e, dall’altro, hanno posto seri interrogativi sui limiti del loro utilizzo non solo per il controllo diffuso del contagio, ma anche del modo in cui, da un lato, le tecnologie dell’informazione sono diventate la spina dorsale e l’apparato neuromuscolare del Paese e, dall’altro, hanno posto seri interrogativi sui limiti del loro utilizzo non solo per il controllo diffuso del contagio, ma per l’estensione delle forme di sorveglianza e condizionamento della vita individuale nelle mani della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e il funzionamento della pubblica amministrazione. Continue reading “Scienza, public policy e tecnocontrollo nell’era COVID-19”

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Covid-19. Dalla Gran Bretagna un’altra “prova tecnica” di guerra dell’informazione?

Un ex capo del MI6 inglese sostiene di avere visto nuove prove sull’origine artificiale del coronavirus e sulla responsabilità della Cina. Andrea Monti, professore di Diritto dell’ordine e della sicurezza pubblica all’Università di Chieti-Pescara, analizza l’intervista del Telegraph a sir Richard DearloveOriginariamente pubblicato da Formiche.net

Il quotidiano inglese The Telegraph pubblica un’intervista nel quale sir Richard Dearlove, capo del Secret Intelligence Service inglese (più noto come MI6) dal 1999 al 2004 afferma di “credere che la pandemia di Coronavirus sia iniziata per via di un incidente quando il virus è sfuggito da un laboratorio in Cina” 1 e si domanda se, casomai la Cina dovesse ammettere una responsabilità, accetterebbe anche di risarcire i danni.

Veridicità o meno delle tesi affermate, questo articolo merita di essere inserito in un manuale di guerra dell’informazione perchè contiene tutti i classici elementi di una PsyOps, tanto sottilmente impiegati, quanto complessivamente in grado di produrre l’effetto (dis)informativo desiderato. Continue reading “Covid-19. Dalla Gran Bretagna un’altra “prova tecnica” di guerra dell’informazione?”

  1. He believes the coronavirus pandemic “started as an accident” when the virus escaped from a laboratory in China

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Le proteste in Minnesota segnano la fine di Immuni?

Il contact tracing online cambia mestiere: da mezzo di contrasto al contagio, a strumento di ordine pubblico. Possiamo permettercelo? L’analisi di Andrea Monti, professore incaricato di diritto dell’ordine e della sicurezza pubblica all’Università di Chieti-Pescara – Originariamente pubblicato d Formiche.net

Una serie di tweet della rete americana NBC News rilancia la notizia secondo la quale le autorità del Minnesota useranno i dati dei software di contact-tracing per il contrasto al coronavirus nell’ambito delle operazioni di ordine e sicurezza pubblica rese necessarie a seguito delle proteste antirazziste scoppiate per la morte di George Floyd causata da un operante della polizia.

Questo annuncio riaccende le polemiche sui rischi di abusi da parte dello Stato, se gli si lascia la possibilità di avere a disposizione grandi quantità di dati di ogni genere sui cittadini e, in Italia, rinforza la posizione di chi ha applaudito l’incredibile complicazione tecnologica che “per proteggere la privacy” ha ritardato e castrato lo sviluppo di Immuni, l’“app”osito software che dovrebbe avvisarci se siamo entrati in contatto con qualcuno risultato positivo al Covid-19. Continue reading “Le proteste in Minnesota segnano la fine di Immuni?”

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