E’ oramai conclamato il fatto che l’attenzione – o meglio, l’ossessione – per la “privacy” ha poco a che vedere con un sincero interesse per i diritti garantiti dalla prima parte della Costituzione.
Stiamo vivendo in uno stato di democrazia sospesa, dove le Regioni (Lombardia e Veneto in particolare) hanno “strappato” competenze al Governo senza che, in futuro, quest’ultimo possa sperare di riprendersele, dove diritti essenziali come la libertà di riunione e di circolazione sono stati (giustamente) limitati, dove la libertà di espressione è compromessa dall’espansione inaccettabile e autodeterminata dei poteri dell’Autorità delle comunicazioni, dove ordine e sicurezza pubblica potrebbero andare fuori controllo, dove la giustizia è precipitata in un limbo e – forse prima di tutto – migliaia di persone sono morte e continuano a morire senza che si faccia nulla per ricostruire la mappa dei contagi, e tutto quello di cui si riesce a parlare è “la privacy”. Leggi tutto “COVID-19: la “privacy” cancella i diritti costituzionali”
Possibly Related Posts:
- La “squadra Fiore” e il lato oscuro della sorveglianza tecnologica
- Perché Pechino vieta l’espatrio ai fondatori di Manus AI
- Il progetto di Anthropic che darà un potere mai visto a Big Tech (e agli Usa)
- Se leggere un manuale diventa un reato: perché la caccia ai “libri proibiti” minaccia la democrazia
- Social media e “dipendenza”: la sentenza di Los Angeles offre più interrogativi che risposte

Questo articolo de Il Fatto Quotidiano


