Non capisco questa moda di alcuni garanti dei dati personali stranieri di “annunciare le sanzioni” invece di applicarle e poi diffondere la notizia.
Molte grandi aziende sono quotate in borsa o comunque possono subire conseguenze negative da un semplice annuncio come “stiamo pensando di sanzionare…”.
Cosa succede, poi, se la sanzione non arriva o – peggio – se la sanzione viene annullata a seguito di ricorso giurisdizionale? Ci sarà un comunicato analogo che dirà “scusate tanto, ci siamo sbagliati, il giudice ci ha dato torto?”
Ora, se ovviamente non si possono chiedere i danni per l’applicazione (in buona fede) di una sanzione poi annullata dal giudice, non è automaticamente così per comportamenti che esulano dalla stretta osservanza delle procedure sanzionatorie.
Occhio, quindi, ad anticipare pubblicamente provvedimenti non definitivi, specie senza indicare la data di irrevocabilità o il fatto che il titolare ha impugnato la sanzione.
Possibly Related Posts:
- Perché Pechino vieta l’espatrio ai fondatori di Manus AI
- Il progetto di Anthropic che darà un potere mai visto a Big Tech (e agli Usa)
- Robotica, AI e sovranità tecnologica: la strategia dell’IIT
- Se leggere un manuale diventa un reato: perché la caccia ai “libri proibiti” minaccia la democrazia
- Social media e “dipendenza”: la sentenza di Los Angeles offre più interrogativi che risposte
