Gli effetti di una concezione “di maniera” del diritto alla riservatezza e quello del trattamento dei dati personali stanno per incarnarsi nel più clamoroso errore nella lotta al COVID-19: quello di distruggere (o non raccogliere) i dati di geolocalizzazione dei soggetti contagiati.
La “privacy” può senz’altro essere limitata per interessi superiori, come è toccato alla libertà di espressione (vedi la delibera AGCOM 129-20), a quella di movimento e riunione e a quella di libertà economica. Mentre il GDPR, anche se si applicasse in regime di emergenza, imporrebbe di tutelare TUTTI i diritti e le libertà fondamentali dunque la vita prima di tutto, e non solo la “privacy”. Leggi tutto “COVID-19: Distruggere i dati personali di geolocalizzazione è una follia. Servono alla Scienza”
Possibly Related Posts:
- Non fascismo, ma nichilismo. Cosa racconta davvero Citizen Vigilante
- La Corte suprema USA può rimettere in discussione lo scambio di dati con i Paesi UE
- La crisi fra Italia e USA riporta al centro del dibattito l’autonomia tecnologica
- L’India blocca Telegram e socializza il costo della prevenzione
- Perché la partita dell’IA fra Usa e Cina si gioca sulla dipendenza tecnologica
