Il vero “falso Klitschko” mette in crisi processi e identità digitale

La diffusione dei deepfake mette in crisi il ruolo della prova informatica ed espone il lato debolissimo delle politiche sull’identità digitale. Ma come sempre, nessuno se ne preoccuperà fino a quando non sarà troppo tardi di Andrea Monti – Inzialmente pubblicato su Strategikon – un blog di Italian Tech

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Come cambiano i cybersecurity contract e la responsabilità della Pa

La crisi ucraina ha accelerato i processi per la messa in sicurezza delle infrastrutture critiche nazionali e dei sistemi della Pubblica amministrazione. L’Agenzia per la cybersicurezza stabilisce regole che, indirettamente, anche i fornitori di tecnologia sono tenuti a rispettare. L’analisi di Andrea Monti, professore incaricato di Digital Law nel corso di laurea in Digital Marketing dell’università di Chieti-Pescara – Inizialmente pubblicato su Formiche.net Continue reading “Come cambiano i cybersecurity contract e la responsabilità della Pa”

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L’ostracismo tecnologico anti-russo e la nuova Cortina di ferro digitale

L’embargo tecnologico a danno della Russia ha accesso un dibattito anche all’interno della comunità del free software e dell’open source (che, è bene ricordarlo, non sono la stessa cosa). Alla domanda se impedire o meno alla Russia di accedere o utilizzare software regolato da licenze non proprietarie sono state date risposte molto diverse, da quelle attendiste a quelle interventiste, a quelle di chi, come Richard Stallman, ritiene che il Progetto Gnu dovrebbe rimanere neutrale su questioni politiche estranee agli obiettivi. La riflessione non è limitata al mondo del software perché un dibattito analogo era già sorto negli organi dell’internet governance a seguito della richiesta avanzata dalle autorità ucraine a Icann e Ripe Ncc (che hanno rifiutato) di impedire alla Russia l’uso di nomi a dominio e numeri IP di Andrea Monti – Originariamente pubblicato su Strategikon un blog di Italian Tech

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Salvare internet dai venti di guerra

L’internet governance mondiale sostiene la neutralità della rete come strumento di democrazia. Solo gli Stati possono “spegnere” la rete di Andrea Monti – Inizialmente pubblicato da Wired.it

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La sovranità digitale russa e le Big Tech

Fra i primi destinatari potrebbero esserci i protagonisti dell’industria Big Tech, nell’ambito delle sanzioni reciproche applicate per la crisi ucraina. L’intervento di Andrea Monti, professore incaricato di Digital Law nel Corso di laurea in Digital Marketing nell’università di Chieti-Pescara – Originariamente pubblicato su Formiche.net

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Il blocco di Tor in Russia, la New IP policy cinese e la retorica della “internet libera”

Da un paio di settimane alcuni internet provider russi stanno bloccando il funzionamento di Tor il protocollo che consente di accedere a risorse di rete con (ragionevoli) aspettative di sicurezza e confidenzialità. L’analisi condotta dagli attivisti che partecipano al progetto suggerisce che i blocchi non siano causati da problemi tecnici, ma dall’espansione del controllo regolamentare del governo russo sull’infrastruttura di rete e sulle risorse di numerazione di Andrea Monti – Originariamente pubblicato su Strategikon – un blog di Italian Tech Continue reading “Il blocco di Tor in Russia, la New IP policy cinese e la retorica della “internet libera””

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Nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche. Cosa cambia per la sicurezza

Il recepimento della direttiva 2018/1972 ridisegna il sistema dei controlli pubblici(stici) su reti e servizi di comunicazione elettronica e introduce nuovi obblighi specifici per la tutela della sicurezza nazionale; ma evidenzia anche il ruolo crescente dell’Unione europea su un tema sul quale, però, non ha giurisdizione. L’analisi di Andrea Monti, professore incaricato di Digital law nel corso di laurea in Digital marketing, già professore incaricato di diritto dell’ordine e sicurezza pubblica dell’Università di Chieti-Pescara – Originariamente pubblicato da Formiche.net

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Nella crisi dei chip anche governi e Big Tech devono fare la loro parte

di Andrea Monti – Originariamente pubblicato su Strategikon – un blog di Italian.tech
La scarsità dei chip alla quale molti commentatori attribuiscono la responsabilità per la contrazione dei livelli produttivi di vari comparti  – dall’IT all’autotrasporto – è un problema serio i cui effetti possono essere mitigati se le multinazionali IT decideranno di rivedere le loro strategie di gestione dell’obsolescenza dei propri prodotti e i governi adotteranno delle adeguate politiche dirette a riprendersi la sovranità tecnologica. Continue reading “Nella crisi dei chip anche governi e Big Tech devono fare la loro parte”

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Ordine pubblico, sicurezza nazionale e sicurezza cibernetica: una prospettiva di sistema

Contributo inviato al Call for papers 2020 del Centro Alti Studi per la Difesa

Benché stia attraversando una fase di normativizzazione, la sicurezza nazionale è ancora un concetto giuridicamente evanescente, che fatica a trovare un proprio spazio fra categorie consolidate come ordine e sicurezza pubblica e difesa dello Stato. La normativizzazione della sicurezza nazionale implica la sua sottoposizione al rule of law e dunque limita il suo uso per interessi di natura strettamente politica che non potrebbero essere garantiti con l’apposizione sistematica e automatica del segreto di Stato e che sono sottoposti ad un accresciuto controllo giurisdizionale. Parallelamente, la dipendenza tecnologica da soggetti stranieri —che ha di fatto consentito una (almeno parziale ma ineliminabile) inclusione di interessi privati nella definizione delle politiche di sicurezza— compromette l’effettiva possibilità di tutelare la sicurezza e gli interessi dello Stato. di Andrea Monti – professore incaricato di diritto dell’ordine e della sicurezza pubblica nell’università di Chieti-Pescara Continue reading “Ordine pubblico, sicurezza nazionale e sicurezza cibernetica: una prospettiva di sistema”

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COVID-19: contact-tracing e università

In tutta la vicenda del contact-tracing c’è una cosa che non capisco: per quale motivo, invece di rivolgersi al settore privato, il governo non ha chiesto alla nostra università di progettare e realizzare il software e l’infrastruttura necessaria?

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COVID-19: gli “zelanti della privacy” e l’ipocrisia del condizionale

Ripeto da tempo, come un disco rotto che nessuno ascolta, che in un momento di sospensione dei nostri diritti costituzionali – quelli veri – la “privacy” è l’ultimo dei nostri problemi. Ciononostante, molti sostenitori di un concetto estremo di “privacy” continuano ad opporsi all’identificazione generale e generalizzata di contagiati e persone che ci sono entrate in contatto perchè lo Stato “potrebbe abusarne”. Continue reading “COVID-19: gli “zelanti della privacy” e l’ipocrisia del condizionale”

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COVID-19: tasse, soldi a pioggia e la coazione a ripetere

Da mero osservatore – e vittima – della politica odierna, e dunque dell’assenza di scrupoli dell’opposizione e della imbarazzante attività del governo rilevo che, per l’ennesima volta, la logica trasversale della gestione economica dell’emergenza si traduce in pochi soldi a tanti e dio per tutti (e una patrimoniale – anzi, una “minipatrimoniale” che fa sempre pendant). Continue reading “COVID-19: tasse, soldi a pioggia e la coazione a ripetere”

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COVID-19: “è vietata la registrazione dell’udienza”

L’articolo 2 comma IV della “Proposta di protocollo per udienze civili tramite collegamento da remoto” del Consiglio Nazionale Forense, nel regolare lo svolgimento delle udienze civili da remoto, stabilisce che

è vietata la registrazione dell’udienza.

E’ un divieto – peraltro, privo di sanzione – privo di senso.

Sicuramente la scelta non può essere motivata da “questioni di privacy” perchè le udienze sono pubbliche ai sensi dell’articolo 128 del Codice di procedura civile, e le riprese audiovisive sono già sotto il controllo del giudice (penale) che può autorizzarle o meno. Continue reading “COVID-19: “è vietata la registrazione dell’udienza””

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COVID-19: comportamenti e norme nella società vulnerata

Se venticinque anni fa Manlio Cammarata, occupandosi del rapporto fra legge e tecnologia scriveva della “società vulnerabile”, oggi quella definizione non ha più senso.

L’emergenza COVID-19 dimostra come la nostra società, più che “vulnerabile”, sia stata vulnerata. Vulnerata da una sistematica assenza di pensiero su come integrare in modo efficiente le tecnologie dell’informazione in un ecosistema sociale, politico e culturale. Continue reading “COVID-19: comportamenti e norme nella società vulnerata”

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Rousseau e Peisinóe*, ovvero: il canto mortale della democrazia diretta

Se, come scrive Il Fatto Quotidiano, “Rousseau” consente veramente l’esercizio della democrazia diretta è uno strumentto pericoloso e anticostituzionale.

Se consente la manipolazione del voto tramite la formulazione delle domande poste in forma “chiusa”, “suggestiva” o tramite l’arsenale retorico ben noto da secoli per “ipnotizzare” l’uditorio, è peggio ancora.

Se viene usato “a corrente alternata” in funzione dell’opportunità politica del momento, diventa uno strumento finto. Continue reading “Rousseau e Peisinóe*, ovvero: il canto mortale della democrazia diretta”

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Ubuntu non c’entra con il flop dei tablet di Maroni

Il Fatto Quotidiano pubblica un articolo sul fallimento dell’iniziativa della Regione Lombardia guidata dal leghista Roberto Maroni e consistita nel dotare gli alunni della scuola primaria di tablet pilotati da Ubuntu, la notissima distribuzione Linux. Continue reading “Ubuntu non c’entra con il flop dei tablet di Maroni”

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il ministro (con la “o”) Valeria Fedeli e i “licei da quattro soldi” … pardon, anni.

Dunque, annuncia un articolo di Repubblica.it, il ministro (con la “o”) Valeria Fedeli ha inziato la sperimentazione in corpore vivo delle sue teorie pedagogiche e formative (delle quali è notoriamente esperta).

Secondo le teorie del ministro (con la “o”) Fedeli, per terminare le scuole superiori bastano quattro anni. E grazie a questo “risparmio” di tempo, i giovani potrebbero entrare “prima” nel mondo del lavoro.

Se questo è il motivo della “riforma” è troppo facile rispondere con una tristemente scontata battuta secondo la quale uno studente che finisce il suo percorso formativo  in anticipo, più che trovare prima lavoro  entrerà più Continue reading “il ministro (con la “o”) Valeria Fedeli e i “licei da quattro soldi” … pardon, anni.”

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Una domanda scomoda agli OdV delle Big Four

Qualsiasi componente del più minuscolo organismo di vigilanza 231 sa che tutto ciò che nel modello organizzativo ruota attorno al settore pubblico – dalle gare ai finanziamenti – va osservato con la massima attenzione, trattandosi di attività ad alto rischio-reato. Continue reading “Una domanda scomoda agli OdV delle Big Four”

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Vent’anni fa, Spaghetti Hacker

Vent’anni fa, di questi tempi, arrivava in libreria Spaghetti Hacker, ancora oggi l’unico racconto di come sia nata ed evoluta la scena hacker in Italia e di come l’ignoranza di politica, media e magistratura abbia contribuito a creare mostri dove c’erano soltanto ragazzi malati di curiosità. Continue reading “Vent’anni fa, Spaghetti Hacker”

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Il ministro Fedeli, la corruzione universitaria e la laurea inutile

Il ministro dell’istruzione Fedeli commenta lo “scandalo” della corruzione universitaria dicendo “punti di marciume scandalosi, ma no a generalizzazioni”.

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Il possibile data-breach dell’Agenzia delle entrate e la “richiesta di informazioni” del Garante dei dati personali

Riporta Il Sole 24 ore che i sistemi informatici dell’Agenzia delle entrate che gestiscono lo spesometro hanno un difetto che consente di accedere a dati altrui.

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Un scuola ideale per imparare a comunicare e comprendere il mondo

Quanto paghereste per frequentare una scuola dove imparare a scrivere e comunicare in ogni forma, studiare logica, retorica e modelli matematici da applicare alle analisi statistiche, scienze poltiiche e relazioni internazionali, psicologia e modelli di pensiero, un paio di lingue straniere, fondamenti di programmazione, diritto e dove, ogni tanto, fare anche una partita a calcetto o pallavolo?

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Digitanomalie. Domicilio digitale ed ennesima firma elettronica. L’AgID mette in pericolo i diritti dei cittadini?

Domicilio digitale e firma elettronica comportano rischi notevoli per (la maggior parte dei) cittadini non in grado di realizzare il significato legale di queste innovazioni e capire come utilizzarle.
di Andrea Monti – avvocato, esperto di diritto delle telecomunicazioni Key4Biz.it del 15 settembre 2017 Continue reading “Digitanomalie. Domicilio digitale ed ennesima firma elettronica. L’AgID mette in pericolo i diritti dei cittadini?”

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Gentiloni: i terroristi non ci faranno rinunciare alla nostra libertà

Dando una notizia vera nella forma e falsa nella sostanza a proposito delle reazioni politiche italiane ai fatti di Barcellona, Repubblica.it titola: Continue reading “Gentiloni: i terroristi non ci faranno rinunciare alla nostra libertà”

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La riforma Fedeli e i danni per gli studenti e le imprese

Il decreto del ministro (con la “o”) Fedeli che impone l’abbassamento sperimentale a quattro anni della durata della formazione superiore è concettualmente sbagliato e pericoloso per studenti e imprese. Grazie alla riforma Fedeli si accentua la concezione della scuola come nozionificio e si pregiudicano le possibilità per gli studenti di entrare adeguatamente formati (anche sotto il profilo umano) nel mondo del lavoro.

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La firma digitale e gli “strumenti scrittori” volatili della Cassazione

La sentenza n. 6524 emessa dalla Cassazione – Sezione lavoro il 18 marzo 2009 fornisce un criterio interpretativo che pone fine alla diatriba (molto in voga fino a qualche anno fa) sulla possibilità di usare username e password come equivalente della firma digitale (ricordate il famigerato decreto ingiuntivo del Tribunale di Cuneo?).

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“Senza aspettare un giudice”: l’insofferenza verso la giurisdizione e la confessione di fallimento delle Istituzioni

La notizia di oggi è che il Consiglio dei Ministri ridimensiona i poteri dell’autorità anticorruzione – anzi, di Cantone in persona – eliminandone di intervenire in caso di palesi illegittimità, senza aspettare l’intervento della magistratura. E’ uno “schiaffo”, titola scandalizzato Huffington Post, Continue reading ““Senza aspettare un giudice”: l’insofferenza verso la giurisdizione e la confessione di fallimento delle Istituzioni”

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L’attentato di Orly e – ancora una volta – articoli poco giornalistici

La ricostruzione dell’attentato di Orly fatta da Anais Ginori su Repubblica.it offre alcuni interessanti spunti di riflessione sia in termini giornalistici, sia in termini di sostanza.

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Perché la 231 è la morte del diritto

Ai tempi dell’università, nell’esame di filofia del diritto, ci hanno insegnato che l’etica è distinta dal diritto. Di etica si parla – passatemi il gioco di parole – in Parlamento, dove le diverse visioni del mondo “incarnate” dai partiti si confrontano sul “giusto” e sullo “sbagliato” in termini, appunto, di convinzioni individiali (nel senso di portato ideologico dell’area di appartenenza), mentre una volta che la mediazione è raggiunta, questa è cristallizzata nel testo di una norma. Ne consegue che la norma non è “etica” nel senso di “buona” o “cattiva” ma solo corretta o non corretta in termini logici (lo so, gli anti-kelseniani sono già sul piede di guerra).

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Cybersecurity, il ‘Pentagono Italiano’? Non si crea solo con una firma su un decreto

Non basta una firma su un decreto ministeriale per creare uno spirito di corpo interforze che possa consentire di raggiungere l’obiettivo fissato dal ministro Pinotti
di Andrea Monti Key4Biz del 3 marzo 2017

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Dalla Corte di giustizia UE “legalizzato” il clic per le clausole vessatorie e consenso al trattamento dei dati personali

In un articolo che scrissi nel 2009 per Il Sole24Ore diedi conto del disegno di legge del sen. Enrico Musso per la “legalizzazione” del “clic” come forma idonea ad accettare clausole vessatorie online.

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Il Regolamento sulla protezione dei dati personali , il FUD e i venditori di insicurezza

Il regolamento generale sulla protezione dei dati personali non è ancora entrato in vigore, che è già diventato, come direbbero gli americani, un jack of all trade, master of none. E così, ogni scusa è buona per citarlo a sproposito: dalla (presunta) intelligenza artificiale, al (presunto) cyberwarfare.

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Norme digitali, politica e diritto sono prigionieri del marketing

I problemi giuridici sono sempre gli stessi e molte innovazioni comparse sono soltanto degli slogan pubblicitari che fanno da maquillage a prodotti/servizi tutt’altro che innovativi o resi semplicemente più fruibili dagli utenti. Ma i rappresentanti delle istituzioni non se ne sono resi conto e hanno reagito con un riflesso degno dei cani di Pavlov. Rinunciando così a difendere davvero gli utenti
di Andrea Monti – Agenda Digitale del 8 novembre 2016 Continue reading “Norme digitali, politica e diritto sono prigionieri del marketing”

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Spid bocciato perché la nostra identità richiede maggiori garanzie

La sentenza del Consiglio di Stato, che ritiene irragionevole il limite di 5 milioni di euro per fornire Spid, evidenzia la necessità di una riflessione preventiva nella progettazione dei sistemi destinati all’interazione fra amministrazione e cittadini. Un tema presente da decenni, ma sistematicamente trascurato
di Andrea Monti – Agenda Digitale del 25 marzo 2016

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Bitcoin: vecchi problemi, vecchie risposte

L’evoluzione tecnologica ha reso possibile un sistema di pagamento sganciato dal controllo bancario. E ancora una volta si scatenano polemiche strumentali contro la Rete
di Andrea Monti – PC Professionale febbraio 2014 Continue reading “Bitcoin: vecchi problemi, vecchie risposte”

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Una PEC senza identità

di Andrea Monti – Nòva IlSole24ore del 3 dicembre 2009

E’ scattato da pochi giorni l’obbligo per i professionisti di dotarsi di una casella di posta elettronica certificata. Ma ancora non si sono dissipati i dubbi sui problemi e i rischi connessi alla PEC.

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Crittare i dati per tutelarsi di più

di Andrea Monti – Nòva IlSole24Ore del 12 novembre 2009 1

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  1. le parti indentate sono state rimosse dalla versione cartacea per ragioni di spazio

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Pubbliche amministrazioni 2.0

di Andrea Monti – Nova IlSole24Ore del 29 ottobre 2009

Migliorare l’efficienza dello Stato grazie alla rete è un tema del quale si discute dagli albori della diffusione dell’internet in Italia. Le esperienze delle reti civiche di Milano e Roma, ma anche quelle di altre città italiane, hanno dimostrato le potenzialità offerte dall’uso intelligente di uno strumento estremamenteflessibile e potente.

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Differential Path for SHA-1 with complexity O(2^52)

An International Association for Cryptologic Research paper on SHA-1 theoretical weakness.

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Firma digitale. Un’intervista per RadioRAI

Ho rilasciato un’intervista a BIT, la rubrica tecnologica di Radio 1, sullo “stato” della firma digitale in Italia. E’ possibile ascoltarla sul sito della trasmissione.

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Posta elettronica certificata, completato il quadro normativo

di Andrea Monti – PC Professionale n. 179

La PEC è a pagamento e prevede l’obbligo di utilizzo dei server di posta dei gestori accreditati e del loro dominio di mailbox.
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PEC, PIN, PUK, patatrac

di Andrea Monti – Interlex N. 338 – 12 gennaio 2006

Le fanfare mediatiche che hanno accompagnato il completamento del quadro normativo e tecnico della posta elettronica certificata (PEC) hanno suonato talmente forte da rendere molto difficile accorgersi di qualche stonatura formale e sostanziale in un progetto che desta più perplessità che entusiasmi.

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CNIPA – Circ. 24 novembre 2005, n. 49

CENTRO NAZIONALE PER L’INFORMATICA NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
CIRCOLARE 24 novembre 2005, n. 49
Modalità per la presentazione delle domande di iscrizione nell’elenco pubblico dei gestori di posta elettronica certificata (PEC), di cui all’articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68.
(G.U. 5 dicembre 2005, n. 283)

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Posta elettronica certificata: approvato in via definitiva lo schema di DPR

di Andrea Monti – PC Professionale n. 168 marzo 2005
Dubbi e polemiche accompagnano l’introduzione di uno strumento che potrebbe rivoluzionare il modo di lavorare di milioni di persone.

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Posta certificata: luci, ombre ed effetti collaterali

Posta certificata: luci, ombre ed effetti collaterali
di Andrea Monti – Interlex N. 311 del 10.02.05

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Posta certificata e firma qualificata. Nuove norme, vecchi problemi

di Andrea Monti – PC Professionale n. 166

Il nuovo Codice dell’amministrazione digitale dovrebbe conferire valore legale alla posta elettronica certificata, da non confondersi con la firma digitale.
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Dal TAR Lazio uno stop alla ECDL e condanna per il ministero dell’Innovazione

PC Professionale n.162 – settembre 2004

Dal TAR Lazio uno stop alla ECDL e condanna per il ministero dell’Innovazione

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Qualche ipotesi di lavoro per la commissione open source.

Linux&Co n.ro 29

di Andrea Monti

Dopo più di tre anni dalla presentazione al Forum per la società dell’informazione presso la Presidenza del consiglio del documento “E’ compito delle istituzioni liberarci dalla schiavitù elettronica” (http://www.alcei.it/news/cs990128.html) e all’indomani del discutibile ddl Cortiana, e delle altre sconnesse “uscite” dell’opposizione (http://www.interlex.it/attualit/folena.htm http://punto-informatico.it/p.asp?i=42140) è il momento del Governo di cimentarsi sul tema “open source e PA”.
La risposta alle ripetute istanze della società civile arriva sotto forma dell’istituzione di una commissione “per l’open source” (http://www.interlex.it/pa/commissione.htm) della quale, come è noto, si conosce il nome del solo presidente (peraltro, una scelta di valore: il prof. Angelo Raffaele Meo). Mentre non si conoscono l’identità degli altri componenti e il funzionamento della neoistituita struttura, il che – detto per inciso – non mi sembra nemmeno sbagliatissimo. Visto il tema delicato, open source e PA, è facile immaginare che i componenti di questa commissione saranno bersagliati dalle azioni dei lobbisti più agguerriti. Una volta tanto, dunque, un po’ di anonimato potrebbe non guastare.
Questa legittima esigenza, però, non dovrebbe far venire meno la trasparenza nell’operato degli esperti. Sarebbe veramente un caso di triste umorismo involontario vedere una commissione per l’open source che tiene “chiuse” le informazioni che la riguardano.
Boutade a parte, tuttavia, la considerazione non è banale perché riguarda il modello (che si potrebbe definire, appunto “aperto”) di partecipazione al processo di formazione delle leggi e dell’indirizzo politico che uno Stato dovrebbe o potrebbe darsi. Ovviamente non sto vagheggiando improbabili (e pericolose) forme di democrazia diretta ma, più semplicemente, ipotizzo uno scenario nel quale – su questioni molto tecniche – le Istituzioni possano accedere al notevole patrimonio di conoscenza disponibile (gratis) sul territorio acquisendo informazioni e punti di vista che diversamente non avrebbero avuto o avrebbero dovuto pagare a caro prezzo. E che non si tratti di speculazioni teoriche lo ha dimostrato la pregevole iniziativa dell’AIPA che all’epoca delle normazione sulla firma digitale aprì delle vere e proprie consultazioni pubbliche per raccogliere l’opinione della comunità degli esperti.
Bene, questa commissione per l’open source potrebbe rappresentare un vero e proprio “laboratorio” per approfondire un metodo di lavoro già timidamente applicato in passato. Il primo auspicio, dunque, è che la commissione non lavori con quell’approccio arrogantemente esclusivo che sta caratterizzando altre importanti riforme. Come il recepimento delle direttiva sul commercio elettronico e sul diritto d’autore (sui cui problemi vedi “Provider e responsabilità nella legge comunitaria 2001” – http://www.alcei.it/documenti/cs020619_it.htm).

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Quali leggi per l’open source

di Andrea Monti

Mi sembra una necessità fondamentale che la pubblica amministrazione utilizzi sistemi operativi, applicazioni e formati trasparenti, compatibili, senza aggravi di costi per i cittadini e nel rispetto della loro privacy.

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