Cybersicurezza, dominio cibernetico, information warfare… chiamate come vi pare l’uso bellico delle tecnologie dell’informazione, ma il fatto rimane: la tranquillizante assenza di cadaveri e scene di distruzione del “ciberspazio” consente di compiere atti di guerra verso Paesi sovrani senza doversi preoccupare di qui rompiscatole dei giornalisti che documentano massacri e “errori di traiettoria”, o della “propaganda nemica” che mostra le atrocità del conflitto. Leggi tutto “La pericolosa finzione del “dominio cibernetico” e la tragica realtà della III guerra mondiale”
Possibly Related Posts:
- Perché lo stop degli Usa ai robot cinesi riguarda anche l’Europa
- L’open source è comunista? Chi, ma soprattutto perché, ha paura dell’IA “aperta”
- La sentenza della Corte UE su Youtube. Niente di nuovo sotto il sole, ma c’è un problema
- Non fascismo, ma nichilismo. Cosa racconta davvero Citizen Vigilante
- Sanzioni UE, libertà online e sovranità penale
