Cosa non Ŕ l’intelligenza artificiale

Riflettendo su Linkedin con il prof. Alessandro Cortesi a proposito di unarticolo divulgativo sulla “intelligenza artificiale” Ŕ emerso uno degli errori logici che caratterizzano sistematicamente la retorica degli “esperti” di settore: il post hoc, ergo propter hoc

Nella sostanza, l’articolo cade in un classico errore di invertire l’effetto con la causa o – pi¨ precisamente – individuare un nesso di causalitÓ dove, al pi¨, c’Ŕ una semplice successione cronologica di eventi.

Nel caso specifico, l’articolo in questione elenca come progressi dell’intelligenza artificiale il fatto che un computer possa battere un umano a scacchi o condurre in modo (pi¨ o meno autonomo) una vettura.

Ma il fatto che un computer possa fare queste cose non significa che il computer sia “intelligente” o “pensi”, non piu’ di quanto un braccio meccanico che esegue una saldatura sia consapevole di quello che sta facendo.

Sostenere che eseguire un compito – non importa quanto complesso – meglio di quanto farebbe un essere vivente non implica elevare la macchina al rango di uomo, ma degradare l’uomo al rango di macchina.

Possibly Related Posts: