Category Archives: GPL e licenze

Quale open source nella pubblica amministrazione? (un tuffo nel passato)

softwareNel 2002, quando insegnavo teoria dei sistemi informatici applicati alla didattica del diritto nella Scuola superiore per l’insegnamento secondario all’Università di Chieti, partecipai con questo intervento al ForumPA. Alcune cose si sono rivelate sbagliate, molte, esatte, troppe non ancora prese nella dovuta considerazione. Continue reading

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Chrome e Safari: un ballot screen anche su Ipad?

di Andrea Monti – PC Professionale n.256
L’annuncio dell’arrivo di Chrome per Ipad si riapre la “Guerra dei browser”. Apple subirà la stessa sorte di Microsoft?

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Corte di giustizia UE – Sent. C-128/11

La cessione in licenza a tempo indeterminato di un software, anche via internet, costituisce “esaurimento” ai sensi della direttiva 29/01. Ne consegue che il legittimo acquirente della licenza può cederla come “usata” dietro corrispettivo senza che il titolare dei diritti possa opporsi

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E’ possibile usare gli smartphone in azienda?

di Andrea Monti – PC Professionale n. 251
Le licenze d’uso e i termini di servizio delle applicazioni online rendono difficile – se non impossibile – usare gli smartphone in ambiente corporate

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Giudice di pace di Firenze, sent. 5384/07

Vendita di un computer in “bundle” con il sistema operativo e altro software – diritto dell’acquirente al rimborso del prezzo del sistema operativo e dell’altro software in caso di mancata volontà di utilizzo – sussiste
L’acquirente ha il diritto di restituire il software precaricato al produttore del computer e di ottenere la restituzione della quota di prezzo relativa al materiale restituito.

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GPL 3 Nuova licenza, vecchi problemi

Linux&C n. 60 – di Andrea Monti
Il 29 giugno 2007 è la data di nascita della GPL3, la licenza che governerà i software sviluppati dalla FSF e da tutti coloro che sceglieranno di “sposare” la visione del mondo di Richard Stallman. Il rilascio di GPL3 è stato preceduto da roventi polemiche (ricordiamo quella innescata dal messaggio di Linus Torvalds che annunciava di non applicare questa licenza al kernel di Linux) che non sembrano destinate a spegnersi. I critici della nuova GPL, infatti, sono convinti che sia troppo restrittiva e che la GPL v.2 sia migliore, mentre chi supporta la nuova arrivata ne esalta le capacità di proteggere le creazioni dei programmatori in modo più flessibile ed efficiente. Per capire quale dei due partiti abbia ragione è necessario, innanzi tutto, andare alle fonti e leggere comparativamente i due testi.

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Novell, Microsoft e FSF… chi ha ucciso il free software?

Linux&C n. 56 – di Andrea Monti

Questo articolo analizza le implicazioni dell’accordo fra Novell e Microsoft da una prospettiva diversa rispetto a quella attualmente dominante nella comunità del free software che vede nel “patto con il diavolo” una fonte di pericoli per la “causa” del free software in generale e per i singoli sviluppatori in particolare. Sicuramente – sgombriamo il campo da ambiguità – questo accordo “non è una bella cosa”, ma piuttosto che lamentarsi del latte versato, sarebbe utile capire come si è arrivati a rovesciare il bricco sul fuoco. In altri termini: siamo sicuri che quanto accaduto sia colpa (se di “colpa” di si può parlare) esclusiva di Novell e che la comunità del free software sia esente da responsabilità?

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Quanto vale una GPL senza firma?

Linux&C n.49
Le licenze (GPL inclusa) non hanno valore se non sono firmate? Una sentenza del tribunale di Bolzano pone un problema serio che coinvolge il sistema di circolazione del software adottato sia in ambito libero, sia in ambito proprietario.

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YAOL (Yet Another Open License)?

Linux&C n. 48
Un problema serio derivante dall’adozione della GPL è la sua scarsa attitudine a produrre in tempi rapidi un ritorno economico per l’autore del software. I “sacri testi” dicono che liberando il software si innesca un mercato (altamente concorrenziale) per i servizi legati al software stesso. In questo modo il programmatore potrebbe guadagnare indirettamente dalla diffusione della sua creazione, compiendo, nello stesso tempo, un gesto di utilità sociale. Ma è anche vero che questa impostazione è figlia di un sistema economico-culturale come quello statunitense. Da quelle parti i “numeri” degli utenti potenziali, l’abitudine al concetto che il “servizio si paga”, e la deducibilità fiscale dei contributi privati erogati a favore di attività no-profit rendono certamente possibile praticare il modello del free software.

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Bruce Perens e l’Open Source Licensing

di Andrea Monti – PC Professionale n. 123

A colloquio con il co-fondatore dell’Open Source Initiative che promuove l’impiego del software libero all’interno delle aziende. Quando una licenza d’uso è “open source”.
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La guerra dei browser: aspettando l’Antitrust

di Andrea Monti – PC Professionale n. 84

Da qualche tempo le cronache, anche quelle non specializzate, riportano spesso il bollettino di guerra che racconta delle gesta di protagonisti come Microsoft da una parte e dall’altra un composito schieramento di avversari da Sun a Netscape al Department of Justice statunitense.

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Richard Stalman e la Free Software Foundation

di Andrea Monti – PC Professionale n. 82

Nonostante i prezzi dei software per la navigazione e dei sistemi operativi comincino ad essere abbastanza accessibili (specie nel caso dello shareware) il sogno di molti utenti è e rimane quello di avere delle applicazioni che consentano di sfruttare al meglio la superpotenza di calcolo oggi disponibile senza dover comunque spendere somme esorbitanti (ovviamente non prendo nemmeno in considerazione l’ipotesi di ricorrere alle copie illegali). Da qualche anno il desiderio è realtà grazie anche al progetto GNU, parte consistente di quello che – per i navigatori più smaliziati – è il non plus ultra del software per la rete cioè LINUX, il sistema operativo distribuito gratuitamente che ha portato UNIX sulle scrivanie di moltissimi utenti (e provider).

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