La sicurezza dei sistemi informativi automatizzati per il trattamento dei dati personali in ambito pubblico
di
Gianni Buonomo
– Magistrato addetto all’ufficio di Gabinetto AIPA
– Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione
(Relazione presentata al Convegno Nazionale su ‘Informatica e riservatezza’ del CNUCE – Pisa 26/27 settembre 1998)
La legge 31 dicembre 1996, n. 675, sulla tutela delle persone e di altri soggetti rispetto ai trattamento dei dati personali, ha introdotto nell’ordinamento giuridico italiano nuove norme di protezione della riservatezza delle persone, segnando un decisivo salto di qualità per la protezione della vita privata e la limitazione delle mille illecite interferenze dovute alla diffusione delle tecnologie dell’informazione.
L’attenzione verso le potenzialità offensive dell’information technology emerge anche dalla delega al Governo, pubblicata contestualmente alla legge 675, con la legge n. 676, per la disciplina dei servizi telematici e della connettività Internet.
Dei due provvedimenti, s’è detto, in sostanza, che essi costituiscono atti in certa misura “dovuti”, poiché – come molti sanno – era necessario colmare il vuoto legislativo esistente tra l’Italia e gli altri Paesi dell’Unione Europea sulla base della Convenzione di Strasburgo del 1981 e dell’accordo di Schengen sulla libera circolazione delle persone.
Leggi il resto su: http://www.privacy.it/cpisabuono.html
Possibly Related Posts:
- Difendersi sempre, controllare tutto: il prezzo invisibile della sicurezza digitale
- Telefonia, quando il mercato delle reti smette di fare sconti
- Un chip analogico cinese punta a portare l’algebra lineare dell’AI fuori dai limiti del digitale
- La Danimarca ha cambiato radicalmente idea sulla scuola digitale
- Vi spiego il ruolo della machtpolitik e del diritto interno nella gestione delle crisi internazionali
