COVID-19: marketing e comunicazione

Si moltiplicano i messaggi pubblicitari e le comunicazioni via mail che, in modo più o meno diretto, usano il COVID-19 come elemento narrativo. Non “faccio nomi” perchè mi interessa provare a classificare le strategie adottate dalle varie agenzie di pubblicità e dai “marketing-fai-da-te” piuttosto che “dare voti” a questo o a quell’esercizio di ipocrisia commerciale. Continue reading “COVID-19: marketing e comunicazione”

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COVID-19: il disordine pubblico continua a crescere

Come un’epidemia, il disordine pubblico dovrebbe essere fermato non appena comincia a manifestarsi. Non farlo significa lasciare che la pandemia sociale si diffonda fino al punto in cui solo una diffusa attività repressiva di polizia – e forse anche militare –  sarà l’unica (non) soluzione per ristabilire la pace sociale.

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COVID-19: chi sono i “soggetti deboli”?

Eccezioni a parte, è evidente che, almeno in questa fase, il COVID-19 aggredisce per la maggior parte persone in età avanzata in una situazione di “plurimorbidità” – tradotto dal politically correct in Italiano: vecchi malati. Vecchi, malati e la cui condizione generale di salute è gestita con pillole e intrugli di vario tipo, ma senza un’attenzione al ruolo fondamentale rivestito da un minimo di attività motoria, per mantenere la “macchina-corpo” in efficienza.

Non sono certo un medico, ma gli anni trascorsi a insegnare nel corso di laurea in Scienze delle attività motorie, all’Università di Chieti-Pescara e quelli – molti di più – da allenatore di atletica leggera mi hanno dato abbastanza elementi per costruire un’idea non del tutto campata per aria (e non particolarmente originale, peraltro): la conservazione dell’efficienza fisica consente di reagire meglio a condizioni patologiche anche importanti. Continue reading “COVID-19: chi sono i “soggetti deboli”?”

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COVID-19: inutilità della giustizia, disordine sociale, (ir)responsabilità dell’informazione

Dopo gli assalti ai supermercati e ai furgoni che trasportano alimenti, le cronache cominciano a documentare quello che qualsiasi persona con un minimo di esperienza del mondo criminale aveva intuito: l’aumento di reati contro i deboli, a danno di persone rimaste sole in casa o di quelle che, per loro sfortuna, la casa hanno dovuto abbandonarla perchè ricoverati in ospedale.

Astrattamente, codice penale e di procedura penale consentono senza alcun problema di indagare e punire i colpevoli. Ma in un momento come quello che stiamo vivendo, un minimo sguardo alla realtà ci dimostra che la repressione penale, semplicemente, non funziona perchè i suoi tempi sono incompatibili con le esigenze di oggi, che sono di prevenzione e non di repressione. Continue reading “COVID-19: inutilità della giustizia, disordine sociale, (ir)responsabilità dell’informazione”

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COVID-19: chi ha paura dei dati di geolocalizzazione?

C’è una resistenza diffusa, fra gli “esperti” e nelle Istituzioni, all’utilizzo dei dati di geolocalizzazione detenuti dagli operatori di telefonia mobile che non sarebbe attendibili perchè “l’area delle celle è troppo grande”. Questo, a loro dire, giustificherebbe l’uso di altri strumenti – e in particolare di “app”ositi software – da installare più o meno obbligatoriamente sugli smartphone.

Chissà se questi “esperti” hanno considerato che non tutti possono o vogliono avere un telefono “intelligente” e che, dunque, più di qualcuno potrebbe andare in giro con un vecchio e tranquillizzante cellulare “stupido” ma meno invadente. Continue reading “COVID-19: chi ha paura dei dati di geolocalizzazione?”

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COVID-19: Distruggere i dati personali di geolocalizzazione è una follia. Servono alla Scienza

Gli effetti di una concezione “di maniera” del diritto alla riservatezza e quello del trattamento dei dati personali stanno per incarnarsi nel più clamoroso errore nella lotta al COVID-19: quello di distruggere (o non raccogliere) i dati di geolocalizzazione dei soggetti contagiati.

La “privacy” può senz’altro essere limitata per interessi superiori, come è toccato alla libertà di espressione (vedi la delibera AGCOM 129-20), a quella di movimento e riunione e a quella di libertà economica. Mentre il GDPR, anche se si applicasse in regime di emergenza, imporrebbe di tutelare TUTTI i diritti e le libertà fondamentali dunque la vita prima di tutto, e non solo la “privacy”. Continue reading “COVID-19: Distruggere i dati personali di geolocalizzazione è una follia. Servono alla Scienza”

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COVID-19: l’emergenza (era ed) è di ordine pubblico

Come ho scritto fin dall’inizio dell’emergenza COVID-19, la gestione dell’ordine e della sicurezza pubblica è altrettanto importante degli aspetti sanitari. E’ fondamentale, infatti, evitare che la pressione esercitata sui cittadini dalla quarantena, dalla paura delle conseguenze economiche della crisi e dal martellamento ossessivo a base di numeri tirati a caso dai mezzi di informazione inneschino disordini a catena.

Le prime avvisaglie si sono registrate con la corsa frenetica all’accaparramento di cibo e generi alimentari e ora il “salto di qualità” è l’assalto diretto e di gruppo ai supermercati, come è accaduto a Palermo, organizzato nemmeno clandestinamente via social network. Continue reading “COVID-19: l’emergenza (era ed) è di ordine pubblico”

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COVID-19: TAR Campania e legislazione di emergenza

La legislazione di emergenza, in emergenza, non funziona perchè ci sono emergenze da gestire.

Sembra una (cattiva imitazione) delle battute di Totò, e invece è la sintesi del decreto 416/2020 pronunciato dalla Quinta Sezione del TAR Campania pubblicato il 18 marzo 2020.

Non si tratta – lo dico per i non addetti ai lavori – di un ennesimo provvedimento governativo, ma di una decisione giudiziaria assunta in un procedimento d impugnazione dell’ordinanza della Regione Campania n. 15/2020 che impone limitazioni e restrizioni all’esercizio di diritti costituzionali come la libertà di circolazione. Continue reading “COVID-19: TAR Campania e legislazione di emergenza”

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COVID-19: le sanzioni dell’art. 4 del DL 25 marzo 2020

Il DL 25 marzo 2020 n. 19 che tenta di risistemare l’impalcatura normativa COVID-19  conferma le scelte sanzionatorie per chi non rispetta i vari provvedimenti di emergenza sanitaria contenute nelle bozze che erano circolate nei giorni scorsi. Continue reading “COVID-19: le sanzioni dell’art. 4 del DL 25 marzo 2020”

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COVID-19: AGCOM, TG Leonardo e le parole in libertà

Sta facendo il giro della rete la non-notizia che un servizio di TGR Leonardo del 2015 parlava della creazione, in un progetto sino-americano, di un COVID estratto da un pipistrello e in grado di infettare direttamente l’uomo.

Benchè il video sia assolutamente originale e le informazioni corrette, l’effetto della sua “riesumazione” dalle teche della RAI ha provocato una marea di “telavevodettocheeracolpadeicinesi” o di condivisioni online che, più timidamente, si sono limitate alla pubblicazione del link senza ulteriori commenti (evidentemente, per potersi “difendere” nel caso il video fosse stato alterato o falso. Continue reading “COVID-19: AGCOM, TG Leonardo e le parole in libertà”

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COVID-19:l’apocrifo decreto-legge e il ritorno a Medioevo

In un altro passo del certamente apocrifo decreto-legge attribuito al governo si legge (fra parentesi le parti eliminate dall’ignoto estensore) che

ART. 3 – (Misure urgenti di carattere regionale o infraregionale)

1. Fermo quanto previsto dall’articolo 2, comma 2, le regioni, in relazione a specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento (ovvero di attenuazione) del rischio sanitario verificatesi nel loro territorio o in una parte di esso, possono introdurre (ovvero sospendere), limitatamente a detti ambiti territoriali, l’applicazione di una o piu? delle misure di cui all’articolo 1, comma 2,

rincarando la dose al comma 2, dove questo potere viene attribuito addirittura anche al sindaco

2. Il Sindaco, negli stessi casi di sopravvenienze cui al comma 1, puo? introdurre ovvero sospendere nel territorio comunale, con propria ordinanza, l’applicazione di una o piu? delle misure di cui all’articolo 1, comma 2

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COVID-19: comportamenti e norme nella società vulnerata

Se venticinque anni fa Manlio Cammarata, occupandosi del rapporto fra legge e tecnologia scriveva della “società vulnerabile”, oggi quella definizione non ha più senso.

L’emergenza COVID-19 dimostra come la nostra società, più che “vulnerabile”, sia stata vulnerata. Vulnerata da una sistematica assenza di pensiero su come integrare in modo efficiente le tecnologie dell’informazione in un ecosistema sociale, politico e culturale. Continue reading “COVID-19: comportamenti e norme nella società vulnerata”

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COVID-19: l’apocrifo decreto-legge e la crisi della giustizia

Nelle scorse ore sono circolate molte bozze del nuovo decreto-legge COVID-19 annunciato ieri dal Governo ma il cui testo non è ancora disponibile (perlomeno, non sul sito di Palazzo Chigi).

Spero che il testo vero sia profondamente diverso da quello rimbalzato da una parte all’altra della rete che deve per forza essere apocrifo. Non si spiegherebbero altrimenti – per esempio –  norme scritte con scarsa attenzione ai principi del diritto penale e “amnistie” o “indulti” per i “furbetti della passeggiata”. Continue reading “COVID-19: l’apocrifo decreto-legge e la crisi della giustizia”

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COVID-19: perchè l’ “autocertificazione” non funziona

Nessuno, di questi tempi, ha voglia di ascoltare spaccamenti di capello in quattro da azzeccagarbugli. Ma quando questa vicenda sarà finita, i sopravvissuti dovranno farsi qualche domanda sul modo in cui la legislazione dell’emergenza (NON) ha funzionato, del rischio che hanno corso le istituzioni democratiche e di quanto il mostro della burocrazia non abbia rinunciato a pretendere i sacrifici che lo tengono in vita.

Il caso dell'”autocertificazione” del percorso e dei motivi che giustificano l’allontamento da casa è il caso più lampante. Continue reading “COVID-19: perchè l’ “autocertificazione” non funziona”

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COVID-19: per l’ “internet lento” gli utenti facciano la loro parte

Si moltiplicano le proteste per l’ “Internet lento” a colpi di petizioniarticoli di giornale, e puntuali quanto inevitabili inziative per “ottenere risarcimenti” che accusano operatori e internet provider di non fornire “abbastanza banda” in tempi di crisi e dunque di “rallentare lo smart-working”.

Le cose, evidentemente, non stanno in questi termini perchè, innanzi tutto, bisogna distinguere la rete (cioè l’infrastruttura di trasporto) dalle piattaforme (cioè dai servizi  fruibili da remoto) o – in altri termini – l’accesso, dai “siti”.  Se la rete “va veloce” ma i “siti” sono lenti perchè non riescono a gestire tutte le richieste di accesso, il problema è evidentemente dei secondi e non dei primi. Continue reading “COVID-19: per l’ “internet lento” gli utenti facciano la loro parte”

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COVID-19 e costituzionalità dell’azione di governo

Si moltiplicano le critiche sulla legittimità costituzionale dell’azione di governo per l’emergenza COVID-19 e anche in questo specifico settore circolano informazioni imprecise sulla arbitraria “sospensione dei diritti individuali” e sull’accentramento nelle mani dell’esecutivo di poteri (molto) forti.

Almeno sotto il profilo formale, va detto, le regole sono state rispettate perchè la sospensione di alcuni diritti fondamentali (libertà di riunione, di movimento, di insegnamento, di riunione e di attività d’impresa) è stata disposta con il decreto-legge 23 febbraio 2020 n. 6.

Il problema è, dunque, non l’assenza di un atto avente forza di legge, ma il fatto che con questo decreto – ricordiamolo, predisposto dal governo – esso si autoattribuisce mano libera sul come limitare i diritti in questione. Continue reading “COVID-19 e costituzionalità dell’azione di governo”

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COVID-19: fuorilegge l’app che traccia gli utenti?

Si moltiplicano le “app” per il tracciamento  degli utenti affetti da COVID-19 e anche in Italia – sembra – le istituzioni stanno valutando soluzioni analoghe mentre dei soggetti privati hanno già realizzato dei software di questo tipo.

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COVID-19: Nello sfogo di De Luca tutta l’indecisione di un Governo incoerente

Il Fatto Quotidiano pubblica uno sfogo del Presidente del Consiglio regionale della Campania, De Luca, il cui merito è assolutamente condivisibile, sia per quanto riguarda le misure da adottare, sia per quanto riguarda la denuncia della confusione che caratterizza i provvedimenti emessi dall’esecutivo (da ultimi – aggiungo – quelli relativi all’uso dell’esercito e alla possibilità di “fare sport” fuori casa, che deroga implicitamente al divieto stabilito dal DPCM 8 marzo 2020). Continue reading “COVID-19: Nello sfogo di De Luca tutta l’indecisione di un Governo incoerente”

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COVID-19, forze armate e scorciatoie

Scrive Repubblica.it che in Campania e in Lombardia verranno dislocati dei reparti dell’esercito per far rispettare le ordinanze sui divieti di spostamento. Nello specifico, evidenzia il quotidiano, che

114 unità di militari dell’Esercito di Strade Sicure verranno impiegate direttamente nel controllo delle misure di contenimento della diffusione del virus COVID-19

Fin qui nulla di strano, perchè il Testo unico della pubblica sicurezza prevede espressamente la possibilità per il Ministro degli interni di avvalersi anche delle forze armate in caso di stato di pericolo pubblico. Continue reading “COVID-19, forze armate e scorciatoie”

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Il corto circuito del diritto è il black-out della democrazia

Si moltiplicano (l’Abruzzo è solo l’ultimo in ordine di tempo) i casi di presidenti di Regione e sindaci che emettono ordinanze di contrasto all’emergenza COVID-19 limitando i diritti costituzionali dei cittadini, imponendo sanzioni amministrative e impiegando la polizia municipale come forza di sicurezza pur “nel rispetto della normativa”.

Sono provvedimenti illegittimi perchè solo una legge dello Stato, anche e sopratutto e in emergenza, può comprimerli. Governo e Parlamento non possono lasciar passare impunemente questo strappo costituzionale. Così facendo, legittimerebbero il concetto che in tempo di emergenza “comanda chi fa”, e poi – a bocce ferme – si discuterà. Continue reading “Il corto circuito del diritto è il black-out della democrazia”

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Chi decide cosa dice la legge, veramente?

Il GDPR non si applica agli ambiti della pubblica sicurezza e della sicurezza nazionale. Eppure le istituzioni europee – e tanti “esperti” – continuano a dire il contrario creando ostacoli burocratici all’adozione di misure urgenti, come il tracciamento degli spostamenti dei contagiati e la ricostruzione dei contatti.

I decreti della Presidenza del Consiglio vietano di uscire “per fare una passeggiata”, ma i giornali, in coro, scrivono il contrario. Continue reading “Chi decide cosa dice la legge, veramente?”

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COVID-19, “autocertificazione”, “autodichiarazione” e sanzioni penali

L’ “autocertificazione” o “autodichiarazione” che giustifica l’abbandono del proprio domicilio come atto da esibire in caso di controllo di polizia è uno dei crucci maggiori per i cittadini e per le aziende i cui dipendenti devono girare per interventi di manutenzione, consegne o per tutto ciò che richiede le correnti necessità produttive.

Benché,  per evitare di aggravare la già difficile condizione degli operatori di polizia che eseguono i controlli, sia opportuno esibire la documentazione richiesta, va tuttavia detto che  si tratta di un atto di discutibile valore giuridico e di scarsa utilità ai fini della prova di illeciti penali. Continue reading “COVID-19, “autocertificazione”, “autodichiarazione” e sanzioni penali”

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COVID-19 e sanzioni penali

Le sanzioni penali applicabili per violazione diretta o indiretta di norme legate all’emergenza COVID-19 afferiscono essenzialmente a tre ambiti:

  • mancato rispetto delle prescrizioni di cui ai DPCM 8, 9 e 11 marzo 2020,
  • violazione delle norme a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro (D.lgs. 81/08),
  • violazione delle norme sul divieto di controllo a distanza dei dipendenti nel caso di telelavoro.

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COVID-19, “smartworking” e GDPR

Lavorare da remoto (che non ha niente di “smart”, detto tra parentesi) è una scelta conveniente dal punto di vista dell’azienda (che può tagliare costi organizzativi e rischi anche penali), un po’ meno da quello del dipendente che, in nome di una apparente “libertà” si trova, poco a poco, in un imbarbarito isolamento, simile agli arresti domiciliari, che ne accentua il ruolo di ingranaggio anonimo di un meccanismo più grande di lui. Continue reading “COVID-19, “smartworking” e GDPR”

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Problemi interpretativi della circolare ministeriale COVID-19

La Circolare N. 15350/ 117(2)/U f f I I I-Prot.Civ del Ministero degl interni affronta, in via interpretativa, il problema della possibilità di allontanarsi da casa per fare attività motoria e sportiva, stabilendo che: Continue reading “Problemi interpretativi della circolare ministeriale COVID-19”

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Forze armate e COVID-19

L’uso delle forze armate a supporto delle necessità di ordine e sicurezza pubblica è un passaggio inevitabile nella gestione di crisi nazionali.  Dunque, anche se non è (ancora) stato dichiarato dal Ministro degl interni lo stato di pericolo pubblico ai sensi dell’art. 214 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, a Novara è iniziato l’inserimento di reparti militari nell’apparato operativo di prevenzione-repressione. Continue reading “Forze armate e COVID-19”

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Il COVID-19 e l’enigma della passeggiata

Se la norma che consente di uscire di casa solo per esigenze di lavoro, stato di necessità o ragioni di salute si fosse limitata a queste prescrizioni, sarebbe stata abbastanza facile da applicare. Invece, la contemporanea e non coordinata possibilità di mantenere aperti determinati esercizi commerciali (poi limitati quanto a tipologia di attività) e i luoghi di culto ha indotto molti a pensare che fosse possibile uscire “a prescindere” se diretti verso uno di questi luoghi. Non è così perchè la permanenza di almeno uno dei tre requisiti previsti dal primo DPCM (quello 8 marzo 2020, richiamato dal successivo del 9 marzo 2020) è e rimane obbligatoria.

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La crescita del contagio del Corona Virus non è esponenziale

Ieri sera, il ministro della salute, Speranza, ha dichiarato al TG4 che la diffusione del Corona virus è “esponenziale. In realtà non è così perchè “esponenziale” significa una cosa molto precisa, che non corrisponde ai dati resi pubblici dalla Protezione Civile. Inoltre, parlare di “crescita esponenziale” senza indicare l’esponente e specificare se è intero o frazionario, non consente a chi ascolta di capire qual è la reale “ripidità” della curva alla quale ci si riferisce. Infine, al più si può parlare di andamento esponenziale in rapporto a un tratto della curva, non certo rispetto alla curva in sè. A differenza di una funzione matematica, infatti, i dati sul contagio sono condizionati da variabili… che variano (quanti tamponi ho fatto ieri, quanti ne faccio oggi e quanti ne farò domani, su quale popolazione eseguo le analisi ecc. ecc.). In altri termini, l’andamento delle curve del contagio (al netto di tutte le questioni sulla composizione del campione) ha una (limitata) capacità descrittiva del passato, ma difficilmente può fornire indicazioni sul futuro.

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Virus, statistiques et jeux vidéo

Also available in English Disponibile anche in Italiano
Il me semble que la façon dont les statistiques du virus Corona sont utilisés dans cette phase d’hystérie mondiale n’aide pas à comprendre le scénario.

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Virus, statistiche e videogames

Also available in English – Virus, Statistics and Videogames

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L’intelligenza artificiale e l’importanza del “neutro”

Un articolo di Simone Cosimi su Repubblica.it ripropone il vecchio ritornello de “il computer è piu’ forte di un umano a giocare a scacchi” nella variante “Go” (che è un gioco cinese, ma che il giornalista qualifica con i termini giapponesi a proposito di un giocatore coreano, pur essendo la “dama cinese” nota e giocata da secoli in Giappone e Corea).

Rigore semantico a parte, che un computer – o meglio, un software, possa essere più “forte” di un essere umano – non è una notizia. Lo sanno tutti quellli che, giocando a scacchi, si sono allenati con i tanti programmi, alcuni veramente eccellenti, disponibili per il grande pubblico. Come non è una notizia il fatto che i software siano così evoluti da mettere in difficoltà anche dei professionisti o addirittura dei campioni. Continue reading “L’intelligenza artificiale e l’importanza del “neutro””

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La Corte di giustizia UE riscrive (male) le regole dell’internet

Due sentenze ridefiniscono il “diritto all’oblio” e gli obblighi dei motori di ricerca creando più confusione che certezze
di Andrea Monti – PC Professionale n. 344 – Novembre 2019 Continue reading “La Corte di giustizia UE riscrive (male) le regole dell’internet”

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L’autodifesa del Leviatano funziona sempre allo stesso modo, a prescindere dal colore della livrea

L’ordine pubblico – cioè l’insieme delle condizioni che garantiscono la sopravvivenza del Potere – si gestisce solo in un modo: rimettendo i buoi nelle stalle. O, meglio, impedendo che i buoi possano comunicare fra loro e organizzare uno stampede grazie all’aiuto di “pastori privati”.

Facile scagliarsi contro Apple e Facebook quando “adempiono” alle richieste di governi “che violano i diritti umani”. Ma ora che gli stessi metodi – blocco da parte del gestore di una piattaforma della disponibilità di software utilizzati dagli attivisti – sono stati utilizzati dalla civilissima Spagna, qualcuno sanzionerà Microsoft per avere preso le parti di un governo legittimo contro i comportamenti dei “facinorosi protestatori”? Continue reading “L’autodifesa del Leviatano funziona sempre allo stesso modo, a prescindere dal colore della livrea”

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La privacy del pollice

Questo articolo de Il Fatto Quotidiano  è illustrato da una foto che ritrae un poliziotto della squadra mobile di Roma e un arrestato la cui immagine è sfocata. Non, come si potrebbe pensare senza vederla, sul viso che pure ha un’espressione ammiccante verso il fotografo, ma sulla mano che è atteggiata nella posa (il pollice alzato) universalmente diventata sinonimo di “mi piace”.

 

L’espressione del soggetto arrestato è inquietante perchè non è diversa da quella di una star che attraversa il red carpet di un festival cinematografico o di un campione sportivo che celebra una vittoria. E rinforza la percezione sbagliata – ulteriormente distorta da serie televisive – come Narcos e Gomorra – che ci sia un’estetica del male in nome della quale, commettendo gesti atroci, si può diventare famosi. Continue reading “La privacy del pollice”

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Gli utenti della rete non possono continuare a volere la botte piena e la moglie ubriaca

Un articolo di Riccardo Luna su Repubblica.it torna sul tema anonimato in rete, sostenenendo una tesi culturalmente e giuridicamente non condivisibile. Quella per la quale “abbiamo troppo poco anonimato” perche’ i primi 500 siti del mondo usano il “browser fingerprinting”.

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Segre, Luna e la differenza fra “curare” e “punire”

Riccardo Luna su Repubblica si associa al coro dei critici della proposta di imporre la carta di identità per accedere a piattaorme di social networking bollandola come “sensa senso” e invocando l’anonimato per proteggersi dai “regimi oppressivi”.

E’ la solita, ultraventennale, semplificazione sull’arogomento, già vecchia agli albori della rete, e  ampiamente superata dal concetto di “anonimato protetto” teorizzato anche da Stefano Rodotà – non certo in odore di “tirannia” – e che è il compromesso accettabile fra tutela della privacy e responsabilità giuridica.

E’ sicuramente sbagliato chiedere la carta di identità perchè ci sono sistemi più efficienti per riconoscere un soggetto – come lo SPID – per esempio, ma il principio rimane: e non lo stabilisce il politico di turno, ma l’art. 27 comma I della Costituzione: la responsabilità penale è personale.

Dopodichè, anche  Luna condivide la richiesta avanzata dalla senatrice Segre di “TSO per gli hater”. Non usano espressamente la parola “trattamento sanitario obbligatorio” nè il suo acronimo, ma ricorrono a un termine ancora più violento: “curare”. Continue reading “Segre, Luna e la differenza fra “curare” e “punire””

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No, chi sostiene idee diverse, per quanto rivoltanti, non va “curato” ma combattuto con idee sane

Titola Repubblica.it : “Minacce social a Liliana Segre, indaga la procura di Milano. La senatrice: “Gli odiatori vanno curati”

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Chiara Ferragni e Fedez: la tutela della loro reputazione non “cede” davanti ai social network

Secondo Repubblica.it, Il pubblico ministero di Roma ha chiesto l’archiviazione della querela presentata da Chiara Ferragni e Fedez per l’asserita diffamazione commessa da Daniela Martani su Facebook

con la motivazione che sui social si scrive “fuori da qualsiasi controllo”, anche utilizzando “termini scurrili”. Il reato di diffamazione non si configurerebbe, quindi, perché il contesto dei social in genere “priva dell’autorevolezza tipica delle testate giornalistiche o di altre fonti accreditate tutti gli scritti postati su internet.

Se quanto riporta il quotidiano romano è vero, il ragionamento del pubblico ministero non convince. Continue reading “Chiara Ferragni e Fedez: la tutela della loro reputazione non “cede” davanti ai social network”

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Un post poco interessante, o un atto di censura automatizzata?

Questo post su Linkedin:

“coglione” si può di e scrivere perchè fa parte del linguaggio della politica. Dal fronte dem la reazione del segretario Nicola Zingaretti alle parole di Di Maio e a quelle di Renzi è dura: “Non fa solo effetto, fa male, noi saremo molto responsabili e diciamo agli alleati che si può andare avanti ma nessuno ricominci a mettere bandierine su identità, perché gli italiani sono stanchi e non sono dei coglioni. Bisogna mantenere le parole sennò si arrabbiano e ci sarà una rivolta”. Dopo Silvio Berlusconi, anche Nicola Zingaretti utilizza, come elegante metafora, la parola “coglione” per definire, quello che “non sono” gli Italiani. Sembrano passati secoli da quando il linguaggio pubblico di Vittorio Sgarbi era stigmatizzato come volgare e inaccettabile. Che coglioni che eravamo…

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Skinner, la pubblicità e l’algoritmo

Questo articolo di Wired.it  perpetua il presupposto (sbagliato) sul quale si basa la profezia millenaristica autoavverante dei nostri tempi: un “algoritmo” capace di qualsiasi cosa, governerà ogni fase dell’azione umana compreso l’orientamento delle nostre scelte di consumo.

Per sostenere questa tesi – priva di riscontri oggettivi e documentati,ma alimentata dal “lo dicono tutti quindi è vero” – il giornalista di Wired intervista un paio di operatori del settore e da lì parte per generalizzare una conclusione che, allo stato, è vera per chi ci crede. Continue reading “Skinner, la pubblicità e l’algoritmo”

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E’ ora di smettere di “vendere” solo la metà del GDPR

 

Questo articolo diAlessandro Longo su Repubblica.it perpetua una visione parziale e “preventiva” del #GDPR ispirata alla vecchia direttiva 95/46 piuttosto che alla nuova regolamentazione e sostiene una posizione che si traduce nella limitazione della libertà di ricerca.

Nello specifico, un conto è lanciare allarmi generici – anche condivisibili, nel merito – un altro conto è ritenere l’incompatibilità di una certa iniziativa con il GDPR senza avere elementi precisi e concreti su cosa sia stato effettivamente fatto. Dunque, è astrattamente possibile ipotizzare che una ricerca come quella di Megaface possa violare il GDPR, ma per dirlo ci vogliono le prove.

Il GDPR consente di fare ciò che si vuole, purchè si sia in grado di dimostrare il razionale della scelta e la sua conformità normativa. Dunque, se ci sono sospetti sul comportamento di un certo titolare, che si facciano le verifiche piuttosto che pubblicare lamentazioni. Continue reading “E’ ora di smettere di “vendere” solo la metà del GDPR”

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La laurea per influencer e i portatori sani di stupidità

Sarebbe facile fare battute facili o gridare allo scandalo. Piu’ difficile, invece, capire perchè siamo arrivati ad una scelta del genere – una laurea da “influencer” a giurisprudenza – e comunicata in questo modo.

Che il fenomeno degli “influencer” vada studiato – specie da chi si occupa di teoria e pratica della manipolazione del consenso – è certamente un fatto. E ben venga un corso universitario che avvia a questo percorso di conoscenza. Ho qualche dubbio, invece, sull’utilità di un corso per “influenzatori professionali”, il cui ruolo potrebbe piuttosto trasformarsi in quello di portatori sani di stupidità. Ma siccome non sono per nulla capace di fare previsioni corrette, questo corso sarà sicuramente un successo. Continue reading “La laurea per influencer e i portatori sani di stupidità”

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Un esempio concreto del perchè il GDPR non funziona e non può funzionare

Dunque, l’upgrade al nuovo sistema operativo di Apple , osx catalina provoca potenziale perdita di dati nella gestione dell’email. Nulla di strano, dal momento che tutti i sistemi operativi, al primo lancio, hanno semre qualche problema.

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Apple e l’ordine pubblico degli Stati sovrani

Apple rimuove dall’Appstore un software usato dai manifestanti di per tracciare la posizione delle forze di polizia. Il motivo è spiegato da Tim Cook in persona che con un memo indirizzato ai dipendenti li informa che:

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L’evanescenza delle “guidelines” e il DPR

Ieri, in un workshop organizzato dal Garante dei dati personali nell’ambito del progetto SME Data, molti partecipanti che rappresentavano associazioni di categoria insistevano per poter avere “linee guida” per ottenere la “conformità normativa”, cioè farsi dire dall’Autorità come rispettare la legge.

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Sputare in faccia agli hacker fa figo

Onlife lo “show”di #Repubblica sul “futuro” – sigh! –  ospita l’intervento di un tale, Leonard Kleinrock i cui meriti (si deduce dalla sua biografia di Wikipedia) sono sostanzialmente quelli di avere contribuito, assime a moltissimi altri, allo sviluppo di Arpanet, dice una serie di banalità come quella

del rischio di un “internet balcanizzato”, dove gli hacker “persone folli, possono fare grandi danni. In futuro potremmo assistere a una rete nella quale ogni Paese protegge il proprio recinto senza poter più parlare con altri Paesi. Sarebbe una vergogna, sconfesserebbe la vocazione iniziale di internet, che invece dovrebbe restare un presupposto inalienabile.

Non discuto il diritto di questo signore di giocare a fare il tecnogeopolitico e di raccontare che “ai suoi tempi” succedeva questo e quello.  Ma la frase sugli hacker è culturalmente ignobile. Continue reading “Sputare in faccia agli hacker fa figo”

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Il cambiamento climatico e i danni della complessità

Un post sulla scarsa qualità dell’informazione sulla questione climate change e sul fanatismo disinformato degli ennesimi “salvatori del mondo” mi ha suggerito una riflessione ulteriore sulla impossibilità di praticare il messaggio di Luigi Einaudi: “conoscere per deliberare.”

Il cambiamento climatico è un argomento estremamente complesso e per dire di capirci qualcosa non basta qualche slogan ripetuto fino allo sfinimento o un bailamme di striscioni, cori e minacce. Breve: quanti, fra i “protestanti” e i politici daltonici che vedono tutto in #228B22 sanno veramente di cosa stanno parlando? Continue reading “Il cambiamento climatico e i danni della complessità”

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L’informazione poco professionale sul cambiamento climatico

La puntata del 28 settembre di Otto e mezzo, la trasmissione di approfondimentto trasmessa da LA7 e dedicata al tema del momento, la “crisi ambientale”, è l’archetipo di ciò che accade quando un tema è troppo complesso per essere compreso dai “comuni mortali” e di come le convizioni individuali e gli interessi personali – ma anche quelli  politici – rendano sostanzialmente impossibile assumere una decisione ragionata.

Non ci sono elmenti per sostenere che il fenomeno Thumberg sia stato costruito a tavolino da questo o quel gruppo di poteri occulti che popolano gli incubi di paranoici e complottisti. O che, al contrario, i “poteri forti” si siano coalizzati per impedire che le masse “in missione per conto di Dio” possano salvare il pianeta. Continue reading “L’informazione poco professionale sul cambiamento climatico”

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La Corte di giustizia europea, il GDPR e la giurisdizione

Con la sentenza relativa al caso C-507/17, la Corte di giustizia europea ha rilevato che

… dalla normativa non emerge che il legislatore dell’Unione abbia proceduto a tale bilanciamento per quanto riguarda la portata di una deindicizzazione al di fuori dell’Unione, né che abbia scelto di attribuire ai diritti dei singoli una portata che vada oltre il territorio degli Stati membri.

Non risulta neppure che esso abbia inteso imporre a un operatore, come Google, un obbligo di deindicizzazione riguardante anche le versioni nazionali del suo motore di ricerca che non corrispondono agli Stati membri. Il diritto dell’Unione non prevede, per giunta, strumenti e meccanismi di cooperazione per quanto riguarda la portata di unadeindicizzazione al di fuori dell’Unione.

La Corte conclude quindi che, allo stato attuale, non sussiste, per il gestore di un motore di ricerca che accoglie una richiesta di deindicizzazione presentata dall’interessato, eventualmente a seguito di un’ingiunzione di un’autorità di controllo o di un’autorità giudiziaria di uno Stato membro, un obbligo, derivante dal diritto dell’Unione, di effettuare tale deindicizzazione su tutte le versioni del suo motore.

La Corte, dunque, riafferma la prevalenza dell’istituto della giurisdizione come limite geografico all’esercizio della potestà statuale e – correttamente – fa riferimento ai confini degli Stati membri e non dell’Unione Europea in quanto tale. Continue reading “La Corte di giustizia europea, il GDPR e la giurisdizione”

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La Corte di giustizia UE altera il principio di responsabilità individuale

Con una discutibile decisione, relativa alla causa C-136/17, il cui merito atteneva alle funzioni di de-listing di contenuti dai motori di ricerca, la Corte di giustizia europea dichiara che

il gestore di tale motore di ricerca in quanto soggetto che determina le finalità e gli strumenti di detta attività deve garantire, nell’ambito delle sue responsabilità, delle sue competenze e delle sue possibilità, che detta attività soddisfi le prescrizioni del diritto dell’Unione, affinché le garanzie previste da quest’ultimopossano spiegare pienamente i loro effetti e possa essere realizzata una tutela efficace e completa delle persone interessate, in particolare del loro diritto al rispetto della loro vita privata.

ma non ha speso una sola parola sul ruolo e sui i doveri di chi originariamente ha pubblicato l’informazione. Continue reading “La Corte di giustizia UE altera il principio di responsabilità individuale”

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