La “notizia del giorno” è l’approvazione da parte del Senato della proroga dello “stato di emergenza” fino al 15 ottobre 2020, con il governo che a supporto della decisione, come riporta Il Fatto Quotidiano, invoca il sostegno delle Regioni. Nel merito, la decisione non è sindacabile giuridicamente: la politica è, per definizione, libera nel fine e il diritto arriva solo dopo, quando si tratta di formalizzare in norme l’accordo preso in Parlamento e, come in questo caso, con il Parlamento. Questo non significa, tuttavia, che un accordo politico sia automaticamente corretto dal punto di vista del sistema, perché nella dialettica parlamentare si è persa la distinzione fra stato di emergenza e stato di eccezione e si è dimenticata la fonte dei poteri emergenziali della presidenza del Consiglio. La conseguenza è la creazione di una legislazione di fatto dell’emergenza che mette in discussione la centralità del rule of law, un tema rilevante non solo nei rapporti internazionali.
Leggi tutto “Dallo stato di emergenza allo stato di eccezione”
Possibly Related Posts:
- La sorveglianza di massa in tempo di guerra è un male necessario. Ma chi dice che siamo in guerra?
- Anthropic non è un’anima bella. Non come vogliono farci credere
- La NATO può realmente fidarsi degli iPhone?
- Il nuovo esercito di terracotta dell’impero cinese è fatto di robot
- L’Europarlamento blocca l’IA sui cellulari dei deputati. Non per questo siamo più sicuri, anzi
