Interlex n. 61
di Andrea Monti
Il tema dell’autodisciplina nell’erogazione di servizi di telecomunicazioni basati sul TCP/IP (in breve, servizi internet) torna periodicamente alla ribalta ogni volta che – nel bene e nel male – la cronaca si occupa della Rete.
Negli ultimi tempi, grazie anche all’impulso dell’Unione Europea, in Italia si sono moltiplicati gli sforzi per giungere ad una formulazione quanto più coerente possibile di un vero e proprio codice, ma i risultati non sono stati – in generale – affatto soddisfacenti. La situazione, poi, è ulteriormente complicata per via della pluralità dei soggetti normativamente legittimati ad interloquire sul punto, basta pensare all’Antitrust, all’Autorità per le comunicazioni, all’AIPA e – da ultimo – al Garante per i dati personali (brillano per la loro sostanziale assenza le associazioni dei fornitori di servizi), anche se appare possibile individuare alcuni punti fermi.
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