Vaccini e autismo: quello che la Cassazione NON ha detto

Benvenuti a un’altra puntata de “I professionisti dell’informazione”.

La Cassazione, leggo su Liberoquotidiano.it, decide che non c’č relazione fra vaccini e autismo.

Ma leggendo l’articolo, si apprende che:

…I giudici hanno ritenuto che la scienza medica citata nel ricorso “non consente allo stato di ritenere superata la soglia della mera possibilitā teorica della sussistenza di un nesso di causalitā”.

Tradotto: l’avvocato che ha scritto il ricorso ha citato riferimenti scientifici non sufficienti a dimostrare la sussistenza del nesso fra vaccini e autismo, ma se la prossima volta ci portate qualcosa in pių, ne possiamo riparlare.

Dunque, contrariamente ai titoli e a molti commenti, questa sentenza non č una pietra miliare nella lotta all’ignoranza e al pensiero magico all’amatriciana, ma la riproposizione di due classici problemi che affligono il potere di decidere:

1 – la divergenza fra realtā e processo, per cui una sentenza non č nč “vera” nč “falsa”,

2 – la necessitā pratica che, a un certo punto, ci sia chi possa mettere la parola “fine” a una controversia a prescindere da questioni etiche, per cui una sentenza non č nč giusta nč ingiusta.,

Letta in questi termini, dunque, la sentenza anti “antivaccini” non č altro che un passaggio burocratico che archivia una questione, fino a quando qualcuno non la ripresenterā utilizzando argomenti diversi o aggiungendo qualche altro etto abbondante di pubblicazioni “scientifiche”.

Il punto č che la scienza, come ha detto Piero Angela a proposito della velocitā della luce, non si decide per alzata di mano

Anche e soprattutto – aggiungo – se chi la alza indossa una toga.

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