Category Archives: Articoli e altri testi

“Senza aspettare un giudice”: l’insofferenza verso la giurisdizione e la confessione di fallimento delle Istituzioni

La notizia di oggi è che il Consiglio dei Ministri ridimensiona i poteri dell’autorità anticorruzione – anzi, di Cantone in persona – eliminandone di intervenire in caso di palesi illegittimità, senza aspettare l’intervento della magistratura. E’ uno “schiaffo”, titola scandalizzato Huffington Post, Continue reading

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Il Fatto Quotidiano: usare software proprietario nella PA non va bene. Ma se ne accorge con diciotto anni di ritardo

Un articolo de Il Fatto Quotidiano a firma di Marta Maggiore, denuncia mali e pericoli dell’uso di software proprietario nella pubblica amministrazione.

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Il decreto sulla protezione dello ‘spazio cibernetico’, la fantascienza al potere?

La direttiva recante indirizzi per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica nazionali (GU Serie Generale n. 87 del 13 Aprile 2017) ingessa la capacità di gestione e reazione delle strutture istituzionali, in caso di attacchi verso le infrastrutture critiche, e promuove la fantascienza al rango di fonte del diritto di Andrea Monti Key4Biz.it del 14 aprile 2017 Continue reading

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Fact-cheking e Repubblica.it… mi arrendo

Benvenuti a un’altra puntata de “I professionisti dell’informazione”.

Con un umorismo involontario da manuale, riportando la notizia del Festival del giornalismo Repubblica.it affida a Leonardo Malà un articolo sul superamento del fact-checking. Ma commentando uno degli eventi della manifestazione riservato al caso di Stefano Cucchi, il giornalista scrive: Continue reading

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Le conseguenze dell’etichetta “Fake News” di Google per i professionisti dell’informazione

Google, scrive Repubblica.it, annuncia un sistema di etichettatura che consente di “qualificare” i contenuti come “verificati”. Si tratta, secondo l’articolo, di
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Repubblica.it, l’orco di lamiera e i Tom Hawk di Massimo Giannini

 


Benvenuti a un’altra puntata de “I professionisti dell’informazione”.

Massimo Giannini, giornalista di Repubblica, commenta in un video l’attentato di Stoccolma.

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Amazon.it non vende il Prozac (ma il Fatto Quotidiano non lo sa)

Benvenuti alla nuova puntata de “I professionisti dell’informazione”.

Un articolo pubblicato da Il Fatto Quotidiano – scritto male e molto discutibile nel merito – parla dell’abuso di ayahuasca, l’ennesimo infuso che arriva dall’America del Sud e usato dagli sciamani durante i loro riti per raggiungere uno stato di coscienza alterato, e oggetto di “viaggi dello spirito” organizzati per turisti che vogliono sperimentare questa ennesima forma di dissociazione chimica dalla realtà… insomma, la solita paccottiglia new age.

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Come (non) si fa il Permission Marketing

Ricevo una mail scritta in tono amichevole e personale da una società di formazione che vuole vendermi un corso di diritto dello sport.

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Non esiste la sicurezza “informatica” (lungo)

Nella gestione della sicurezza informatica manca la paura, quella vera, che è sana: se gestita correttamente consente di evitare comportamenti pericolosi e insegna una corretta cultura della prevenzione. Vale offline e ma anche online. I manager della sicurezza non sanno cosa sia la paura. E non perché sono coraggiosi. di Andrea Monti Key4Biz.it del 29 marzo 2017 Continue reading

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Ammazzare con il coltello. Se lo insegna l’ISIS non va bene, se si impara in palestra, si?

Benvenuti alla nuova puntata de “I professionisti dell’informazione”.

Un articolo pubblicato su Il Giornale si stupisce della diffusione, da parte dell’ISIS di informazioni su come accoltellare chi indossa un giubbotto antiproiettile.

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Il Sonic Screwdriver della CIA e le backdoor delle password su BIOS (ma Repubblica.it non le conosce)

Bentoranti alla nuova puntata de “I professionisti dell’informazione”

Il commento di oggi riguarda l’articolo di Stefania Maurizi su Repubblica.it che si intitola “Wikileaks, i primi segreti dal “Vault 7″: ecco come la Cia entrava nelle Smart Tv e nei Mac“. Continue reading

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Diritto d’autore fra tecnologia e mercato

Lo schema tradizionale della legge sul diritto d’autore è oramai inadatto a tutelare musicisti e nuove forme di creazione sonora, mentre ha accentuato lo squilibrio a favore di chi – raramente l’autore – detiene i diritti di sfruttamento economico delle opere di Andrea Monti – Audioreview marzo 2017 Continue reading

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Lobby. (Ancora) la mala informazione de Il Fatto Quotidiano su privacy e dati personali

Benarrivati alla nuova puntata de “I professionisti dell’informazione”.

Un articolo pubblicato da Il Fatto Quotidiano a frima di Chiara Brusini da conto della protesta dei dirigenti pubblici che si oppongono all’obbligo – fissato per legge – di rendere pubblici i loro patrimoni.

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Boxe e Miliardi. La mala informazione de Il Fatto Quotidiano

Benarrivati alla nuova puntata de “I professionisti dell’informazione”.

Questa volta ci occupiamo di un articolo pubblicato nella rubrica “Sport e miliardi” de Il Fatto Quotidiano che parla del dramma di una pugile (non “pugilessa”, per l’amore del Dio dell’Italiano!) finita in ospedale, dove le hanno diagnosticato un ematoma subdurale, a seguito dei colpi subiti durante un incontro .

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L’attentato di Orly e – ancora una volta – articoli poco giornalistici

La ricostruzione dell’attentato di Orly fatta da Anais Ginori su Repubblica.it offre alcuni interessanti spunti di riflessione sia in termini giornalistici, sia in termini di sostanza.

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Gli esperti della “saiberuor”

La guerra cibernetica è il nuovo mantra dei venditori di insicurezza. Ma firewall e antivirus non hanno niente a che vedere con la guerra, che è fatta di pallottole di Andrea Monti PC Professionale aprile 2017 Continue reading

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Niente simboli religiosi sul luogo di lavoro. Un caso di non necessità del trattamento di dati personali

Per minimizzare l’impatto del Codice dei dati personali, infatti, un’azienda dovrebbe limitare – se non addirittura escludere – i trattamenti estranei all’attività lavorativa di Andrea Monti – Key4Biz.it del 16 marzo 2017 Continue reading

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Un clamoroso errore nella traduzione italiana del Regolamento generale sulla protezione dei dati personali

Il testo italiano del Regolamento generale sulla protezione dei dati personali contiene un clamoroso errore di traduzione.

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Perché la 231 è la morte del diritto

Ai tempi dell’università, nell’esame di filofia del diritto, ci hanno insegnato che l’etica è distinta dal diritto. Di etica si parla – passatemi il gioco di parole – in Parlamento, dove le diverse visioni del mondo “incarnate” dai partiti si confrontano sul “giusto” e sullo “sbagliato” in termini, appunto, di convinzioni individiali (nel senso di portato ideologico dell’area di appartenenza), mentre una volta che la mediazione è raggiunta, questa è cristallizzata nel testo di una norma. Ne consegue che la norma non è “etica” nel senso di “buona” o “cattiva” ma solo corretta o non corretta in termini logici (lo so, gli anti-kelseniani sono già sul piede di guerra).

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La CIA ci spia, che c’è di strano?

La notizia diffusa nelle ultime ore è si preoccupante, ma dovremmo, piuttosto, preoccuparci della nostra inarrestabile incapacità di gestire l’invasione della nostra vita da parte di una tecnologia che non siamo in grado di controllare di Andrea Monti Key4Biz.it del 8 marzo 2017 Continue reading

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Malware legalizzati per scopi giudiziari, negli Usa è possibile (in Italia no)

Il FBI statunitense già impiega tecniche analoghe e ha brillantemente risolto il problema di come utilizzarne i risultati davanti al giudice senza bisogno di nuove leggi, ma in Italia non succede, perché? – di Andrea Monti Key4biz.it del 7 marzo 2017 Continue reading

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La differenza fra sicurezza informatica e guerra elettronica

Affidereste l’attacco di una squadra a Claudio Gentile e la difesa a Pelè? Ovviamente no, perché uno straordinario difensore non ha le caratteristiche (dal fisico alla mentalità, alla capacità di riconoscere e sfruttare occasioni) di un attaccante stellare.

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L’iniquo compenso. Tassa ingiusta sulla musica liquida legale

Quanti si sono accorti che quando compriamo un computer, un masterizzatore o una memoria di massa una parte del prezzo è indicata come “equo compenso”? E quanti, fra quelli che se ne sono accorti, hanno realmente capito di cosa si tratta?
di Andrea Monti – Audioreview febbraio 2017 Continue reading

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Cybersecurity, il ‘Pentagono Italiano’? Non si crea solo con una firma su un decreto

Non basta una firma su un decreto ministeriale per creare uno spirito di corpo interforze che possa consentire di raggiungere l’obiettivo fissato dal ministro Pinotti
di Andrea Monti Key4Biz del 3 marzo 2017

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Come (non) si fa il data protection officer e perché non c’entra con l’odv 231

C’è la diffusa percezione (indotta anche da corsi “specialistici”) che per fare il data protection officer “basti” passare un po’ di tempo in azienda, fare qualche audit, mettere nero su biano che – come diceva Bartali – “gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare” in modo da evitare azioni per responsabilità professionale e, infine, presentare la parcella. Il tutto, secondo uno schema analogo a quello di un certo modo di intendere il ruolo dell’organismo di vigilanza previsto nei modelli organizzativi 231.

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Data Protection by Design, by Default, by Deception

Guardo con un certo interesse al brulicare dei “consulenti privacy” (già l’errato utilizzo del termine dovrebbe (s)qualificarne la competenza) rinvigorito dall’avvicinarsi dell’entrata in vigore del Regolamento comunitario sulla protezione dei dati personali. E capita anche in questo caso, come in passato, a proposito del D.lgs. 196/03, di leggere proposte di “messa a norma” che si traducono nella semplice produzione di un po’ carta, di qualche letterina di incarico (c’è ancora chi nomina aziende “incaricato esterno del trattamento”) e delle draconiane istruzioni su come (non) si usa l’email aziendale.

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Conad e la concorrenza sleale dell’e-commerce

Nella puntata del 16 febbraio di Focus Economia, la rubrica economica di Radio24, l’amministratore delegato di Conad, Fracesco Pugliese, ha fatto il punto sullo stato di salute della grande distribuzione in Italia.

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La scomoda sedia del Data Protection Officer, e perché gli avvocati non possono occuparla

Accettare l’incarico di Data Protection Officer (DPO) è una scelta che dovrebbe tenere conto, oltre che degli “onori”, anche degli “oneri” connessi alla carica.

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Cyberattack. L’ipocrita strategia del Governo sulla sicurezza informatica

Chi “governa” questo cambiamento viene da un mondo senza computer, e chi si candida a supportare il cambiamento fa parte di un’era senza pensiero, da vivere a suon di parole d’ordine (possibilmente anglofone) ma senza costrutto. In mezzo, stretta da un abbraccio più letale di quello di Scilla e Cariddi, l’Italia.
di Andrea Monti, Key4biz – 13 febbraio 2017 Continue reading

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Il Presidente della Camera, Boldrini, e l’abdicazione alla responsabilità individuale

Il Presidente della Camera, Boldrini, scrive a “Mr. Facebook” per chiedergli di intervenire attivamente nel bloccare i discorsi di incitamento all’odio. Continue reading

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Il (primo) ministro che non usa l’email

Per quattro mesi il sistema di posta del Ministero degli esteri (ministro Gentiloni) è stato “bucato” da cracker russi. Ma niente paura, si legge sul Il Fatto Quotidiano, perchè Gentiloni: Continue reading

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La Cassazione: senza prova del danno, nessuna sanzione per lo spam

di Andrea Monti – Key4biz del 9 febbraio 2017

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La connessione al sito del Garante dei dati personali non è sicura (così, almeno, dice Firefox)

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“Colpa dell’algoritmo”: Il nuovo mantra della deresponsabilizzazione

Computer says no! – il computer dice no! è il mantra che uno dei personaggi di Little Britain, Carol Beer, la bancaria incapace dall’intelligenza artificiale ripete ogni volta che un cliente le pone una domanda fuori dagli standard. Chi – come me – è vecchio abbastanza, ha perso il conto delle volte nelle quali lo sportellista di un ente pubblico o di un’azienda privata rispondeva in termini – e toni – analoghi a quelli di Carol Beer: il computer dice di no, è colpa del computer, il computer non prevede questa ipotesi… tutte forme di deviazione della responsabilità da quella del reale colpevole (chi ha validato l’analisi e la scrittura del software) a quella di una macchina che nella sua stupida rigidità non consentirebbe di fare quello che l’utente sta chiedendo. Un modo estremamente comodo per far sì che nessuno paghi per le inefficienze, i ritardi e le follie della burocrazia.

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“Colpa dell’algoritmo” e “Riflessi migliori con la musica”. Da Repubblica.it: rimbalzo acritico di notizie

Sono consapevole di essere diventato monotono nell’evidenziare imprecisioni e superficialità dei professionisti dell’informazione, ma non passa giorno senza che venga pubblicato qualche articolo metodologicamente scorretto o vettore di informazioni confuse, meritevole di un approfondimento.

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Repubblica.it, fake news, e la prima pietra

Repubblica.it annuncia uno “speciale” su come si “combattono” le bufale online. Ma l’analisi empirica che sto conducendo da qualche tempo – del tutto ascientifica, in puro stile giornalistico – dimostra che gli articoli pubblicato su questo giornale non sono affatto immuni da imprecisioni, errori e carenza di rigore.

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La mala (compresa) scienza. E’ il turno di Repubblica.it

Un esempio di cattiva divulgazione in un articolo firmato da Massimiliano Razzano e pubblicato da Repubblica.it a proposito di una (relativamente) nuova teoria sull’origine dell’universo, e inintitolato Studio: il nostro Universo potrebbe essere un gigantesco ologramma

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Di chi è la musica liquida?

Prima della liquefazione della musica – orridi MP3 compresi – nessuno si è mai posto realmente il problema di rispondere alla domanda “di chi è la musica che compro?”. E la risposta potrebbe non essere quella che ci si aspetterebbe…
di Andrea Monti – Le regole della musica – Audioreview gennaio 20171 Continue reading

  1. Dal numero di gennaio 2017, Audioreview, la più autorevole rivista italiana di HI FI ospita una mia rubrica dal titolo “Le regole della musica”. Questo è il primo articolo pubblicato.

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Repubblica.it e il “vero falso” Alan Turing

di Elliott & Fry - 29 March 1951

di Elliott & Fry – 29 marzo 1951

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Cosa dice veramente l’Executive order del presidente Trump in materia di privacy

Enhancing Public Safety in the Interior of the United States” è stato emanato il 25 gennaio scorso dal nuovo presidente degli Stati uniti, ma di cosa si tratta?
di Andrea Monti – Avvocato – Key4biz del 30 gennaio 2017 Continue reading

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Google, il M5S Messora e il prezzo della libertà

Si lamenta un esponente del Movimento 5 Stella del fatto che Google gli avrebbe disattivato l’account adsense – necessario per ottenere soldi in cambio di click su banner – sulla base del “giro di vite” sulle fake-news. Il motivo addotto da Google sarebbe, secondo Messora, che il sito in questione si presenta come una testata giornalistica, pur non essendolo. Immancabile il grido (interessato) “all’assassinio” della libertà di espressione: Continue reading

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Dalla Corte di giustizia UE “legalizzato” il clic per le clausole vessatorie e consenso al trattamento dei dati personali

In un articolo che scrissi nel 2009 per Il Sole24Ore diedi conto del disegno di legge del sen. Enrico Musso per la “legalizzazione” del “clic” come forma idonea ad accettare clausole vessatorie online.

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Beretta vs Sig Sauer. Articolo impreciso e generico su Repubblica.it

Un articolo su Repubblica.it non firmato riferisce dell’esito della procedura di selezione della nuova arma da fianco dell’esercito americano. Non più la Beretta 92 (nella codifica americana, M9) ma la Sig Sauer, sconfitta, nel 1985, nel confronto testa a testa con la pistola italiana, e ora vincitrice con il modello P320. Continue reading

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Esperto di CyberSecurity in dieci lezioni

Questa è la traduzione in italiano di un post che ho scritto qualche tempo fa in inglese e che ha avuto un certo successo fra gli addetti (veri) ai lavori. Lo ripropongo in italiano, con qualche piccola modifica. Continue reading

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Caso Stasi e test DNA su oggetti abbandonati. Quarto Grado e il Garante dei dati personali dicono una cosa (quantomeno) imprecisa

Un’altra puntata nel mondo dell’informazione professionale e delle informazioni mal trasmesse, gestite dallo stesso mondo che se la prende con i “dilettanti dell’informazione. Questa volta, lo spunto di riflessione è fornito da una puntata della trasmissione Quarto Grado che si è occupata del tentativo della difesa di Alberto Stasi di far riaprire le indagini sull’omicidio di Chiara Poggi per il quale Stasi è stato condannato.

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Bufale online. Dai professionisti dell’informazione un altro articolo metodologicamente scorretto

L’analisi empirica sul “rigore” dei media professionali riguarda oggi un articolo pubblicato da Repubblica.it, firmato da Rosita Rijtano e intitolato Troppe truffe online, così gli italiani perdono fiducia nella Rete
A differenza di quello sul caso emissioni FCA che ha richiesto un commento più articolato, questo articolo è molto più semplice da valutare.

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La scandalosa banalità del caso Occhionero

Un “phishing qualsiasi” balza agli onori della cronaca. Il re è sempre più nudo e nessuno se ne preoccupa
di Andrea Monti – PC Professionale online del 17 gennaio 2017
Il caso Occhionero è, nella sua scandalosa banalità, la prova provata che la sicurezza informatica è come il barile di alici comprato e rivenduto in un circuito di commercianti ebrei, con il prezzo maggiorato a ogni transazione. Quando l’ultimo del giro vende il barile di alici a un irlandese, riceve subito una protesta essendo il pesce totalmente marcito. Al che, il venditore risponde: “ma perché, lo hai aperto?” Continue reading

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Questione autovetture inquinanti. Ancora una prova di scarso rigore dei media

Prosegue, ancora con l’analisi di un articolo sul caso FCA-emissioni inquinanti, lo studio empirico che sto conducendo sul tema bufale online, fake e leggende urbane e sulla presunta “superiorità” dei media “professionali” rispetto ai post di singoli individui.

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La riscoperta della ruota. Inventata la “roboetica” di Isaac Asimov

La Commissione affari giuridici dell’Unione Europea pubblica un rapporto sulla robotica palesemente ossessionato da luddismo e sindrome di Frankenstein, mentre un ricercatore italiano, evidentemente ignorando o facendo finta di non conoscere i romanzi di Isaac Asimov, si inventa – e viene premiato per – la “roboetica”.

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Bufale, disinformazione e mala informazione non riguardano solo gli utenti Facebook

La fine del 2016 e il 2017 sono (stati) qualificati come l’era della post-verità (cioè del fatto che qualsiasi fesseria venga scritta online, c’è sempre qualcuno che ci crede), con la croce per la “scomparsa del vero” buttata sulle spalle di Facebook e dell’industria delle telecomunicazioni. Il che si è tradotto nell’annuncio da parte dei politici italiani di un “giro di vite” sugli over-the-top (Facebook, appunto, ma anche Google, Twitter ecc.) invece che sugli untori digitali (la banda di ignoranti e analfabeti che scambiano il diritto alla libertà di parola per quello di parole in libertà e si sentono “legittimati” a scrivere qualsiasi bestialità).

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